di Marco Agustoni

La musica degli anni ’80 non è stata solo synth e canzoncine pop orecchiabili. È stato in quel decennio che la musica metal ha vissuto i suoi anni migliori, affermandosi in molte delle sue declinazioni. Tra queste, impossibile dimenticare il metal “capellone”, il cosiddetto hair metal che ha fatto scuotere la chioma a intere generazioni di headbanger. Ne sono oggi dei fieri esponenti i norvegesi Wig Wam, in uscita con il loro ultimo album in studio, Non Stop Rock’n’Roll. Ce ne parla in un’intervista Flash, bassista del gruppo.

In che modo Non Stop Rock’n’Roll è simile e in che modo è differente dai vostri dischi precedenti?
Ecco, Non Stop Rock’n’Roll suona molto meglio rispetto ai nostri altri album ed è più ruvido. Con questo intendo che ci sono canzoni come Walls Come Down, che non troveresti nei nostri primi dischi. Eppure NSR’n’R ha quello che si potrebbe definire il marchio di fabbrica dei Wig Wam, ovvero dei grandi cori melodici. Molte delle canzoni del disco sono sempre canzoni da cantare in coro, ma come ho detto hanno una maggiore profondità rispetto a quelle dei dischi passati. Ed è l’album più accurato che i Wig Wam abbiano mai fatto.

La vostra musica e il vostro look rimandano al glam-hair metal degli anni ’80: vi sentite particolarmente legati a quella decade?
Sì, decisamente. Tutti quanti abbiamo cominciato le nostre carriere nei primi anni Ottanta e l’heavy metal ha avuto i suoi giorni migliori quando abbiamo cominciato a suonare. Si può dire che abbiamo una grande familiarità con questo stile e che apprezziamo molto tutto il suo lato “alla Spinal Tap”.

Molte metal band vengono da Norvegia, Svezia o Finlandia: pensate ci sia un legame tra la Scandinavia e questo tipo di musica?

Non ci ho mai pensato davvero, ma ho notato che molti giornalisti lo hanno fatto. Non ho una vera e propria risposta a questa domanda, ma magari le condizioni climatiche da queste parti sono particolarmente favorevoli alla musica rock o forse è nei nostri geni.

Avete una fanbase molto solida: pensate che dipenda dalla vostra intensa attività live in Norvegia e in Europa?
Se non vai in tour, la tua esistenza come band è finita. Una volta che le vendite dei dischi sono finite, l’unica cosa che ti rimane è andare in tour. E noi siamo stati molto in tour. Soprattutto in Norvegia, ma non solo. Per fortuna non c’è niente che possa eguagliare un live show. È dove entriamo in contatto coi nostri fan e, si spera, ne incontriamo di nuovi. I Wig Wam faranno sempre show grandiosi, durante questi novanta minuti avrai sempre in testa che darai alla tua audience una buona ricompensa per i soldi spesi.
 
Come vi è venuta, per il vostro primo album, l’idea di fare una cover di I Turn To You di Mel C?
Non ricordo bene. Nei primi tempi abbiamo registrato molte cover. Penso che sia stata un’idea di Teeny di fare la canzone in uno stile alla Billy Idol. Non avevo neanche mai sentito l’originale prima ed ero molto riluttante all’idea, ma è stato un grande successo e questa canzone fa ancora parte dei nostri live.