di Marco Agustoni

Il fado è una musica intimamente portoghese, ma ha ormai varcato i confini del suo Paese d'origine. Ne è una delle principali ambasciatrici nel mondo Mafalda Arnauth, in questi giorni in Italia per portare in tour le canzoni del suo quinto disco, Flor de fado. La celebre fadista ci ha concesso un'intervista in cui (in un buon italiano) parla del suo percorso musicale e spiega che il fado non è necessariamente un genere musicale malinconico. Ecco le sue risposte.

Flor de Fado è il tuo quinto album: in che misura si distingue e in che misura invece si avvicina ai tuoi lavori precedenti?

Non è tanto quanto si differenza, ma il cammino che ho fatto per arrivare a Flor de fado. Questo è l'album dell'essenza, in cui si manifesta l'anima di quella che è una cantante di fado. Penso che sia anche l'album della mia maturità artistica. Il primo disco era stato quello della spontaneità, perché non sapevo cosa mi stava succedendo. Il secondo è stato un momento di introspezione, il terzo è stato l'album del sogno e della fantasia e Diario, il penultimo, è stato molto personale. Flor de fado è invece un diario di tutta la gente.

Quanto c'è della tua città di origine, Lisbona, nella tua musica?
Credo che si sentisse di più nel primo album. Ma mi sento più portoghese che lisboeta, vengo da un Paese e non da una città sola.

Sei stata in tour più volte al di fuori del Portogallo: come viene recepito il fado nel resto d'Europa?
C'è un rapporto fortissimo. Per me venire in Italia ora è bellissimo, la gente non vuole sentire solo questa tipo di musica, ma il modo in cui io la interpreto.

Prenderesti in considerazione di lasciare per un attimo da parte il fado e incidere un disco di un altro genere musicale?
Ho registrato di recente in Portogallo un disco con tre altri cantanti, in cui cantiamo i brani di Josè Carlos Ary dos Santos, che è per me un poeta bravissimo, brutale, per così dire. È morto giovane trent'anni fa, ora avrebbe più o meno settant'anni. La musicalità di questo progetto non è fadista, anche se non è proprio pop, ma ci sono altri tipi di sonorità. Credo però che sia difficile che io faccia un disco non di fado, perché il fado è più forte delle persone, è lui che comanda. (ride)

Pensi che il fado sia una musica intimamente legata a un sentimento di malinconia e nostalgia?
Credo che questo sia il bello del fado. Ma io voglio cantare la vita come la voglio vedere, quindi non voglio essere solo triste. Per questo ho provato a scrivere della speranza, della lotta e del desiderio di cambiare le cose. Non voglio dire che la vita è tutta in rosa, ma bisogna trovare la forza in un sentimento positivo, e non mi sento meno portoghese per questo, perché proprio in questo momento bisogna essere ottimisti.

Se potessi scegliere un qualsiasi artista con cui duettare, a fantasia, chi chiameresti?

Mi piace molto la musica brasiliana, ma... c'è un vostro artista con cui mi sarebbe piaciuto duettare, cioè Pavarotti.