di Fabrizio Basso

Di nuovo a Sanremo. Con disincanto e allegria. Con la consapevolezza che questa volta è gara vera. Che non c'è il fattore sorpresa. Che Arisa lo scorso anno il Festival lo ha vinto. Con bravura e...Sincerità. Ora ci torna con un pezzo che evoca tempi andati ma che è in realtà un manifesto di modernismo acuto. Chi scrive lo ha ascoltato: ha una ricchezza musicale rara, potrebbero essere sottratti strumenti e starebbe in piedi comunque. Il testo, scritto come tutti dal fidanzato di Rosalba Pippa, questo il suo vero nome, Giuseppe Anastasi è apparentemente apocalittico in realtà ottimista. Il ritmo è ruffiano quel tanto che basta per restare subito impresso ma quanto basta per non apparire stucchevole. E' una canzone che può lasciare il segno questa Malamoreno.

Ci racconti la trama.
Un futuro senza cielo, l’umanità traslocata sulla luna tranne io e mio marito che restiamo sulla terra perché siamo idealisti e fiduciosi. Sono una sostenitrice dell'energia pulita.
Vince la speranza.
E’ una canzone che trabocca fiducia. E' un brano che rivela piccole grandi verità, cerco di far filtrare messaggi che arrivino a tutti. Scritti con toni leggeri. A Natale, per fare un esempio, ero a Palermo e c’erano 23 gradi: sembrava primavera più che inverno. Pochi giorni fa mi ha punto un’ape: è normale in questa stagione?
Che soluzioni propone?
Cerchiamo di amare più bene il nostro pianeta. Le cose trattate bene ripagano…bene.
In Sincerità cantava gli albori del suo amore con Giuseppe.
Bisogna tarare gli equilibri di coppia, bisogna tenere duro. Non arrendersi dopo un mese. Vista l’alta mortalità di matrimoni e convivenze è un obbligo affrontare insieme le difficoltà. O almeno provarci con impegno.
Questa volta se la vede con i big.
E' gara vera con quella gente. Non potrò più affidarmi al fattore sorpresa.
La canzone si intitola Malamorenò e ricorda un brano omonimo, ma diverso nella grafia, inciso il 22 febbraio 1943 da Lina Termini e diventato celebre anche grazie al film Stasera niente di nuovo.
Conosco quella versione, è splendida. Per me ma l’amore no è una frase dai mille risvolti che può esseere usata liberamente. Ho studiato molto la musica degli anni Quaranta e Cinquanta, è un periodo che mi intriga.
Come smaltisce le tensioni Sanremesi? Che, si immagina, la stanno già avvolgendo come una coperta.
Cerco casa a Roma. La cerco per me. Vorrei mettere un mattoncino sulla mia carriera.
Da sola? Crisi d'amore? E quei bei discorsi...
Ma quale crisi. Non sono pronta a fare la mamma perché sono ancora una bimba io, ma nessuna crisi affettiva. La casa la cerco per me ma se il mio fidanzato vuole lo spazio per lui c'è, ci si ama senza implicazioni economiche.
Andiamo a Sanremo.
Ha ragione, sono emozionata già adesso. Quest’anno per alcuni fattori è più importante. Nel 2009 il successo è stato arrivarci. La vittoria era desiderata ma inattesa. Nella categoria big è gara vera, non sei sul palco a fare presenza. Voglio divertirmi, far divertire e fare una figura dignitosa. Lo scorso anno ero un foglio bianco, pochi mi conoscevano: ora c’è qualcuno che mi segue, ho qualche fan e non voglio deluderli
Il Festival compie 60 anni: quanto è cambiato?
Una volta i successi erano più duraturi, non condizionati dall’obbligo di apparire. Se per due anni non avevi notizie di un cantante non pensavi che fosse espatriato. Più normalmente attendevi l’uscita di un nuovo disco.
Però Sanremo è sempre Sanremo.
Canto sullo stesso palco di Claudio Villa ma io sono solo Arisa, quella di Sincerità: credo che il Festival abbia perso un po’ di sacralità. Per me era il mito: se arrivavi al Festival decollava la carriera di cantante. E' vero che Sanremo è sempre Sanremo ma non è più leggenda. Anche la televisione è sempre la televisione eppure non ci sono più delle Mina o dei Lelio Luttazzi: accendi il tubo catodico e vedi il vicino di casa che per un qualche strano, ma a volte nemmeno troppo, motivo diventa un personaggio. Si è dissolto lo spettacolo.
Che Arisa vedremo al Festival?
Cambio look. Occhiali grandi ma rotondi e non più quadrati. Capello scuro e riccio. Abiti colorati.
Ma dentro come si sente?
Cresciuta ma resto bizzarrina e birichina.

Sarà una bella avventura quella di Arisa al festival. Comunque vada. La Warner Music crede molto in lei. La coccola come pochi altri artisti. E poi la Rosalba è perfetta per Sanremo. Proprio perché è bizzarrina e birichina.

Arisa in Sincerità