di Giuseppe Lamanna

Perdersi per ritrovarsi. Francesco Sàrcina (voce e chitarra), Stefano Verderi (chitarra e pianoforte), Alessandro Deidda (batteria e percussioni) ed Emanuele Gardossi (basso) ritornano sulla scena musicale italiana con Le strade del tempo, quarto lavoro delle Vibrazioni in uscita il 22 gennaio. Un percorso artistico che si rinnova sotto il segno del rock, conservando un sound caldo e graffiante, ma allo stesso tempo riservando forti emozioni che colpiscono dritte al petto. Più uniti di prima, Le Vibrazioni affrontano la prova di maturità come un gruppo nuovo e vero, raccontando la loro evoluzione con un’unica voce.

Nel mondo della musica, tre anni di assenza sono molti. La domanda più naturale è: dove siete stati?
In realtà, i tre anni di assenza vanno calcolati dall’ultimo lavoro di inediti. Nel 2008 abbiamo pubblicato En Vivo, la nostra raccolta live dove era presente anche il singolo Insolita, poi scelto da Sergio Rubini come tema principale del suo film Colpo d’occhio. Comunque, ci siamo presi una pausa di riflessione che ci è servita per capire non solo chi o cosa eravamo diventati, ma soprattutto chi o cosa volevamo essere.
E avete trovato risposa alle vostre domande?
Assolutamente, altrimenti non saremmo stati qui. Adesso ci sentiamo finalmente un gruppo compatto, come non lo eravamo mai stati prima. Ognuno di noi ha lavorato molto su se stesso, mettendo da parte il proprio ego per una collaborazione più aperta e democratica. Le strade del tempo è infatti l’album che più ci rappresenta tutti, e al quale abbiamo collaborato tutti nella stessa misura.
Come si è sviluppata questa collaborazione tra di voi?
Ci siamo presi un anno di tempo per esplorare, ricercare e scrivere. Ognuno di noi ha portato in dote almeno tre canzoni e tutta la propria esperienza musicale. Ad esempio, il primo singolo dell’album Respiro è nato su un reef solitario al pianoforte di Stefano. È stato un lavoro fatto senza la schizofrenia dei tempi di produzione canonici. Questo ci ha permesso di creare in grande libertà, grazie anche all’ottimo supporto che Sony ci ha fornito.
Nel nuovo album, si percepisce una nuova maturità  sia nei testi sia nella musica, e soprattutto un’atmosfera magica che invita al sogno.
Le strade del tempo è nato in un contesto molto particolare. Ovvero una crisi creativa da parte di Francesco. Il classico blocco dell’artista, che è stato superato durante un breve soggiorno in Toscana, vicino al mare. Il mare rappresenta una linea di confine ideale, che l’uomo può attraversare solo rivolgendosi alla sperimentazione. Inoltre, la lettura dell’Odissea ha contribuito in maniera determinante alla nascita de Le Sirene del mare, canzone che poi ha aperto la strada a tutte le altre.
Il video che accompagna Respiro è molto particolare, elegante e suggestivo. Com’è nata l’idea di rivolgersi all’animazione?
È stata una scelta fortemente voluta, perché le emozioni che suscita questa canzone potevano essere rappresentate in immagini solo da un’animazione. Non sarebbe stato possibile fare altrimenti. E Roberta Maddalena, autrice delle illustrazioni e regista del videoclip, è riuscita a compiere un vero e proprio miracolo, realizzandolo in soli trenta giorni.
Questo momento di coesione arriva proprio quando il gruppo “perde” Marco Castellani e acquista Emanuele Gardossi al basso.
All’interno di un gruppo è difficile trovare un equilibrio, soprattutto quando prima del lavoro viene l’amicizia. Noi prima di essere colleghi siamo amici che vivono insieme la maggior parte dell’anno. Marco aveva dei suoi progetti personali che all’interno del gruppo trovavano poco spazio. Adesso che li sta realizzando è più felice, e di conseguenza lo siamo anche noi per lui. Anzi, siamo più amici di prima.
La scelta è comunque ricaduta su Emanuele, comunque un altro grande amico.
Effettivamente, le nostre scelte sono dettate principalmente dai sentimenti. Emanuele era con noi agli esordi, poi ha fatto altre esperienze ed ora è ritornato nel gruppo. Non sarebbe stato possibile sostituire Marco con un musicista qualsiasi, doveva per forza di cose appartenere alla nostra famiglia.
Tra qualche mese Le Vibrazioni vanno in tour. Da dove nasce la scelta di esibirsi solo nei club?
C’è un grande desiderio di andare in tour. Tuttavia, abbiamo voluto iniziare in maniera tranquilla, avendo anche un contatto più diretto con i nostri fan. Una scelta controccorrente rispetto al passato, quando invece abbiamo bruciato tutte le tappe. Adesso siamo più riflessivi, fare le cose bene e con calma.
Quest’anno non eravate interessati a partecipare al Festival di Sanremo?
Sinceramente no, perché avremmo dovuto ritardare l’uscita dell’album e il tour. Andare al Festival quest’anno avrebbe avuto meno senso del 2005, quando Paolo Bonolis portò la sua prima rivoluzione. E onestamente, non solo non avevamo bisogno di Sanremo, ma ci portò anche sfortuna!

Il tour Le strade del tempo inizierà il 18 marzo e porterà le Vibrazioni in concerto nei club d’Italia. Ecco le prime sei date ufficiali:
Giovedì 18 marzo – Torino – Hiroshima Mon Amour
Venerdì 19 marzo – Trezzo (MI) – Live Club
Sabato 20 marzo – Cesena – Vidia Club
Giovedì 25 marzo – Firenze – Viper
Venerdì 26 marzo – Roncade (TV) – New Age
Venerdì 2 aprile – Reggio Emilia – Tunnel

Le Vibrazioni in Sono più Sereno