di Fabrizio Basso

Prima increduli per la notizia. Poi scettici. Quindi cautamente ottimisti e infine (quasi) entusiasti. Trent'anni e spiccioli dopo il Banana Republic Tour, Lucio Dalla e Francesco De Gregori sono tornati a fare coppia artistica. Per ora una esibizione sola, per pochi intimi e ridotto nel numero delle canzoni. A far le cose sul serio si comincierà a maggio, quando saranno dal 5 al 9 al Teatro degli Arcimboldi a Milano e dal 19 al 23 al Gran Teatro di Roma. E' solo l'inizio di un progetto che non si sa dove porterà. Proprio per questo hanno deciso di battezzare questa avventura Working in Progress ovvero chissà dove arriveremo e per quali strade.

Per ora, a testimoniare il loro ritorno, c'è un concerto per un migliaio di persone al Vox Di Nonantola, a un pugno di chilometri da Modena. Il 22 gennaio 2010, alle ore 21 in punto, sono saliti sullo striminzito palco e hanno aperto la loro nuova primavera con una inedita versione di Over the Rainbows. Proprio quella scritta nel 1939 e cantata da Judy garland nel mago di Oz. Poche parole e tanta musica. Un'ora abbondante. Quindici canzoni, tra cui l'inedito Non basta saper cantare, cui si è aggiunto, a furor di popolo 4 marzo 1943, cantata dai due in solitudine, quando la band era già stata congedata dal palco. In mezzo tanti successi e qualche libertà come Que sera sera, portata al successo da Doris Day, incastonata tra I Muscoli del Capitano e Come è profondo il mare. Bravissimi a calare le voci ognuno nelle corde dell'altro: "Ci divertiamo -hanno detto a fine serata- e sembra che anche il pubblico si diverta. Le canzoni le abbiamo scelte in modo casuale. Alcune fanno parte della memoria popolare ed è impossibile escluderle. Altre meno famose servono a evidenziare anche gli angoli più scomodi. Non è nei nostri programmi fare una compilation di sucessi. Non siamo schiavi della scaletta unica: quando faremo un concerto completo (la data di Nonantola era figlia di soli quattro giorni di prove, ndr) disporremo di un blocco di 35 canzoni circa divise in un nucleo fondamentale e altre che faremo ruotare". Impossibile non tornare alla loro prima volta insieme, tre decenni abbondanti fa. Non c'è melanconia nelle loro parole. Anzi c'è consapevolezza: "Quel tour era partito per gioco. Era un momento difficile. ino a poco primi c'erano gli attacchi degli autonomi. Al Flaminio siamo arrivati con amplificatori per soddisfare 5mila persone e davanti ce ne siamo trovate 30mila. Lì abbiamo capito che stava succedendo qualcosa di unico". Impossibile fare paragoni tra le due esperienze ma se guardiamo a quanto è successo al Vox e quanto accradrà nelle prossime settimane si può dire, d'accordo con i due artisti, che oggi la gente cerca serenità e il loro repertorio può darla>. Non confonda, comunque, il concetto di Working in Progress. E' vero che navigano a vista ma con cognizione di causa. De Gregori ha ammesso che "prima o poi un disco lo faremo" e c'è già un inedito, firmato quasi integralmente da De Gregori. Un altro lo ha promesso Dalla. Ci sarà da divertirsi. Questa è una reunion con la "r" maiuscola. Sono affiatati e carichi. Ma soprattutto hanno voglia. Il trucco per vincere questa sfida? In una frase da loro pronunciata: "Se non c'è un buon rapporto umano non si dividono palco e canzoni".

La scaletta del Vox:
Over the Rainbow
Come fanno i Marinai
Tutta la Vita
I Matti
Canzone
Anna e Marco
L'Agnello di Dio
Santa Lucia
L'anno che Verrà
I Muscoli del Capitano
Come è Profondo il Mare
Buonanotte Fiorellino
Viva l'Italia
Piazza Grande
Non basta saper Cantare
4 marzo 1943

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Lucio Dalla e Francesco De Gregori ne L'anno che verrà


Lucio Dalla e Francesco De Gregori durante il Banana Republic Tour