di Fabrizio Basso

Altro che ridarella. Qui c'è da stare seri e attenti. Perché questi tre ragazzi di Solarolo, provincia di Ravenna, feudo di Laura Pausini, sono una ventata di aria fresca in una stanza chiusa da mesi. Sono il vento che che vince il solleone. Sono il raggio di sole che vince la nebbia. Si chiamano Emanuela Drei (chitarra e voce), Matteo Grandi (basso) e Guido Casadio (batteria) e sono tutti classe 1988. Significa che vanno incontro ai 22 anni. E' in arrivo, sul finire del gennaio 2010, il loro primo album: si intitola semplicemente Sh!, quasi a contrastare un nome così lungo, Heike has the Giggles. La soddisfazione per quel sibilo silenzioso finalmente palpabile è tutto nella voce di Emanuela Drei.

Contenti per l'album
Siamo felicissimi. Lo abbiamo registrato dal vivo, praticamente in presa diretta. Abbiamo aggiunto esclusivamente un a solo e un coro.
Insomma vi rappresenta.
E' noi come siamo dal vivo. E' diretto e suona bene. Credo che sia il meglio di noi. Su di noi vigilava Marco Caldera, il produttore esecutivo, ma non ci ha chiesto di mutare una virgola.
Farina del vostro sacco.
E' cinque mesi di lavoro cosciente.
Quando siete nati?
A fine 2006 ma la registrazione all'anagrafe la datiamo a inizio 2007. Prima di Sh! abbiamo realizzato due demo Next, Please e How To Giggle.
Siete tutti di Solarolo?
Certo. Io ero in classe con Guido. Abbiamo iniziato a suonare a 14 anni facendo cover e abbiamo proeguito finché non abbiamo incontrato Matteo e la formazione si è stabilizzata.
Che nome strano che avete. Che significa Heike has the Giggles?
Heike ha la ridarella. Heike era il protagonista del mio libro di inglese al liceo linguistico.
Sentite l'ingombro-Pausini?
Solarolo la ama ma segue anche noi. Confesso che non è il mio genere.
Avere le stesse radici musicali?
No, siamo di origini diverse: Guida è nato punk e passato all'hardcore. Matteo è partito col rythm and blues e il funk per scivolare sul rock e sull'elettronica. Io parto col pop trash degli anni Novanta. Poi Alanis Morissette, i Garbage...quel periodo ha molto influito su di me.
I vostri testi sono in inglese.

Ho sempre scritto in inglese. Sarà anche che c'è poco di italiano che mi piace. Per ora andiamo avanti così.
Essere una band inglese o americana vi aiuterebbe?
Credo che i riscontri se devono esserci prima o poi arrivano ma è anche vero che dal resto del mondo è più facile. Un gruppo di New York fa figo indipendentemente dalle qualità.
Ora siete in tour.
Abbiamo fatto tanti concerti. Ora suoniamo l'album più degli inediti e una cover, Crazy in Love di Beyoncé.
Beyoncé?
E' un pezzo bellissimo, pluripremiato. Per me è la canzone del decennio.

Capito cosa significa avere lie idee chiare e pulite? Questi ragazzi sanno il fatto loro. Sul loro MySpace si definiscono pop-punk-terapeutici di facile ascolto. Questo un po' fa venire la ridarella. Perché la loro musica è terapeutica a prescindere.

Il tour italiano di Heike Has The Giggles è possibile grazie alla rete di Circoli Arci Real mette insieme 40 spazi che hanno una programmazione continuativa di eventi di musica live. Al suo interno nel 2008 sono stati organizzato 8.000 eventi dando visibilità a oltre 24.000 artisti. Più di 1.000.000 di soci hanno partecipato agli eventi del circuito. Il Circuito dei Festival Arci Real conta 68 Festival musicali, una straordinaria rete che mette insieme esperienze molto diverse che sono una parte importante della grande ricchezza della musica dal vivo in Italia.

Heike Has The Giggles in Crazy in Love