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di Massimo Vallorani


Il periodo che va dal 1961 al 1970 è un momento di profonda trasformazione per il nostro Paese. L'Italia inizia il decennio in pieno boom economico e un ritrovato stato di benessere dopo gli stenti della guerra. Lo chiude con gli studenti nelle piazze, il 68, l'autunno caldo e la strage di Piazza Fontana.

In questo clima di forti cambiamenti, il Festival di Sanremo continua la sua marcia riproponendo inalterato il suo modello fatto di tradizione melodica e leggerezza spensierata. Sarà il suicidio di Luigi Tenco, avvenuto nel 1967 durante la 17esima edizione del Festival, a riportare Sanremo sulla terra e ad una amara realtà. Un vero e proprio atto d'accusa, quello del cantante ligure, firmato con il sangue e contro il sistema-canzone italiano che preferiva un certo tipo di melodia asfittica, tradizionale e fuori dal tempo.
Per la cronaca l'edizione del suicidio di Tenco non fermerà il Festival ma vedrà la vittoria della coppia Villa- Zanicchi (con la canzone Non pensare a me) e l'eliminazione al primo turno Ciao Amore Ciao cantata dallo stesso Tenco insieme a Dalidà.

Eppure gli anni 60 per Sanremo sono un momento di svolta. Innanzitutto il Festival
si trasforma progressivamente da manifestazione squisitamente canora (e decisamente per pochi) a evento mediatico televisivo nazional-popolare rivolto ad una vasta platea di telespettatori-fruitori del mercato dei dischi. Al Festival sbarcano in massa le case discografiche che, di fatto, decidono quali cantanti far gareggiare e quali tra questi lanciare sul mercato. E tutti i più importanti salgono sul palco dell'Ariston: da Adriano Celentano a Giorgio Gaber, da Gino Paoli a Tony Renis, da Lucio Dalla, a Lucio Battisti e Mina.

Tante sono le edizioni del Festival da ricordare, Come quella del 1962 dominata dalla rivalità tra Claudio Villa e Domenico Modugno e l'exploit (di vendite) di Tony Renis con Quando, quando, quando.
Passata alla storia l'edizione del 1964 dove trionfa Gigliola Cinquetti con Non ho l'età. Il vincitore morale sarà però Bobby Solo con la sua Una lacrima sul viso, la più venduta al termine del Festival ma esclusa dalla serata finale perché il cantante, a causa di una indisposizione, aveva cantato in playback.
L'anno successivo, nel 1965, Bobby Solo trionferà con la canzone Se piangi se ridi, L'edizione del 1968 vede la partecipazione di due grandi del jazz: il vibrafonista Lionel Hampton e il grande Louis Armstrong in qualità di concorrente, abbinato a Lara St. Paul con la canzone "Mi va di cantare". Sempre nello stesso anno fa il suo debutto un promettente cantante pugliese: Albano. La vittoria andrà a un altro grande della musica italiana: Sergio Endrigo con Canzone per te.

Il Festival del 1969 si apre all'insegna della contestazione: Dario Fo e Franca Rame annunciano un "Controfestival" per contestare una manifestazione "prodotto della borghesia che addormenta le coscienze dei lavoratori". Da segnalare il debutto di Stevie Wonder che arriva penultimo abbinato a Gabriella Ferri. Vincono Bobby Solo e Iva Zanicchi con Zingara.

Il Festival del 1970 vede la coppia Adriano Celentano e Claudia Mori vincere con Chi non lavora non fa l'amore, Una canzone provocatoria che affronta il tema degli scioperi in un periodo davvero bollente per l'Italia. Una curiosità: Celentano dimentica le parole della canzone nella prima serata. E' l'anno anche del debutto sanremese di Battisti con l'interessantissima Un'avventura che già apre gli occhi agli italiani musicofili sul talento di Lucio che trionferà alla grande al Festivalbar con Acqua azzurra Acqua Chiara. Una bella sorpresa sarà Nada, teenager livornese che con la canzone Che freddo fa scalerà le classifiche di vendite. Successo anche per i Ricchi e Poveri e Nicola Di Bari che arriveranno secondi con il brano La prima cosa bella.

Festival di Sanremo: 1960/1970 - I Vincitori. Guarda e ascolta i video delle canzoni