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Sanremo, l'autunno caldo della canzone (1961-1970)
Sanremo: anni Settanta, giorni dell'Arcobaleno (1971-1980)

di Fabrizio Basso


Miei cari amici vicini e lontani...e nacque Sanremo. Era un lunedì. Era il 29 gennaio 1951. Sessanta edizioni fa, tra poco. La voce era quella di Nunzio Filogamo, l'orchestra del maestro Cinico Angelini. La televisione ancora non c'era. Venti canzoni in gara, dieci per serata e poi, il mercoledì il gran finale. Tre soli i cantanti: Nilla Pizzi, che vinse con Grazie dei Fiori, Achille Togliani e il Duo Fasano. Al secondo posto La luna si veste d'argento del duo Pizzi-Togliani e al terzo Togliani in solitario con Serenata a nessuno. Al quarto posto una dimenticata e rara Al mercato di Pizzighettone con Togliani che duetta col Duo Fasano. E' iniziato così il mito di Sanremo. Il Festival della Canzone italiana. Il tubo catodico era in fase sperimentale, nelle case era la radio a dare voce ai sogni degli italiani. Una Italia ancora assediata dalla macerie della guerra. Con il boom economico che ancora non era nei pensieri ma tanta voglia di ricominciare a sorridere.

Il 1952 vola alta nel cielo la colomba di Nilla Pizzi. La regina della canzone italiana fa bis. Vola Colomba è tutt'oggi uno dei grandi classici che racconta lo strazio di una ragazza che vive lontano dal suo amore...ma nella canzone, almeno lì, mai più si lasceranno. In realtà è una metafora perché celebra il ritorno di Trieste in Italia. Oscar Carboni e Gino Latilla rafforzano la squadra di canterini. E' ingorda Adionilla Pizzi da Sant'Agata Bolognese, classe 1919: perché ai suoi colleghi non lascia neanche le briciole. Il podio è tutto suo. Alla candida colomba affianca Papaveri e Papere, che è una satira politica molto forte a rischio censura, e Una Donna Prega. Mai nessuno, a oggi, è riuscito a occupare le prime tre posizioni del podio. Un po' perché la formula è cambiata. Un po' perché Nilla Pizzi è Nilla Pizzi. Come Sanremo e Sanremo.

Terzo anno per il Festival. Questa volta la Pizzi deve accontentarsi di un secondo posto. A vincere sono Carla Boni e Flo Sandon's (coniugata Codognotto, ovvero moglie della leggenda italiana del swing e del sincopato Natalino Otto) con Viale d'Autunno. (In)seguono con Campanaro Nilla Pizzi col Doppio Quintetto Vocale e poi Giorgio Consolini, Gino Latilla e il Doppio Quintetto con Vecchio Scarpone, un inno alla nostalgia, un ricordo di una guerra che ancora si respira. Un refolo di gioventù perduta.

Vanno diritti ad accarezzare l'anima Adolfo Consolini e Gino Latilla quando, nel 1954, maramaldeggiano a Sanremo. La mamma è la mamma sempre. E comunque. Tutte le Mamme aleggiano su Sanremo e anche quando imbiancano non sbiadirà la loro beltà. Piazze d'onore per la Canzone da Due Soldi di Achille Togliani e Katyna Ranieri e poi c'è ...E la Barca tornò sola di Gino Latilla e Franco Ricci.

Sanremo festeggia i suoi primi cinque anni di vita. E consacra il Reuccio. Perché vince una delle canzoni più amate di sempre: Claudio Villa e Tullio Pane commuovono con Buongiorno Tristezza. La medesima coppia canta Il Torrente che si classifica in seconda posizione e poi c'è il Canto nella Valle di Natalino Otto, che si avvale della collaborazione del Trio Aurora, di Nuccia Bongiovanni, di Bruno Pallesi e dei Radio Boys. E' il 1955: Giovanni Grochi viene eletto presidente della Repubblica e nel giugno del medesimo anno Antonio Segni formerà il nuovo governo.

Vince, nel 1956, Franca Raimondi che con Aprite le Finestre inneggia alla primavera che ritorna. Seguono Amami se Vuoi di Tonina Torielli e La vita è una Paradiso di Bugie di Luciana Gonzales. E' una edizione melodica ma che non consacra miti. La canzone dell'anno dalla Riviera non passa ed è Che Bambola di Fred Buscaglione. Qualche chilometro più in là si sposano Ranieri di Monaco e Grace Kelly...un anno che sembra idliaco e che finisce nel sangue perché il 4 novembre l'Armata Rossa invade l'Ungheria uscita dal Patto di Varsavia. E' l'inizio di una stagione di tensioni che sfocerà nella guerra fredda.

Un momento epocale questo Sanremo del 1957. Le voci di Claudio Villa e Nunzio Gallo passeggiano sui colleghi e stravincono con Corde della mia Chitarra. Ma il Reuccio non si accontenta e si prende anche il secondo posto con Usignolo. Le briciole che l'uccellino non becca se le accaparrano Tonina Torielli e Gino Latilla con Scusami. Ma quella che forse è la canzone che più entra nella testa della gente si classifica quarta ed è La Casetta in Canada gorgheggiata da Carla Boni, Gino Latilla, il Duo Fasano, Gloria Christian e Poker di Voci. Insomma quasi un esercito.

Ci avviciniamo alla fine del decennio. E' il 1958 e Domenico Modugno porta la canzone italiana nel futuro con Nel blu dipinto di blu. C'è una poesia futurista, non intesa nel senso marinettiano, ma nel senso che c'è una visionarietà che fino a oggi per pudore o per mancanza d'ardimento non si era mai sentita. Figuriamoci poi al Festival di Sanremo dove ci sono più Papaveri che Papere. Contrariamente a oggi che di paper(ett)e ce n'è a iosa. Dietro quell'uomo che si dipingeva le mani e la faccia di blu, con le braccia levate al cielo, maestose come il dispiego d'ali dell'aquila reale, cè L'Edera di Nilla Pizzi e quindi Amare un Altro dove alla voce di Nilla Pizzi s'affianca quella di Gino Latilla.

Il volo di Domenico si allunga nel 1959. Ed è di nuovo vittoria, questa volta con Piove: l'acqua cade "sul nostro amore" e c'è quel "ciao ciao Bambina" che entra nell'immortalità. Pochi giorni prima Fidel Castro era entrato a Cuba costringendo all'esilio Fulgencio Batista: sul mondo si addensavano vere e nere nuvole pregne d'acqua. Questo Sanremo è atmosferico, dentro e fuori di metafora, perché il posto d'onore va a Io sono il Vento di Gino Latilla e Arturo Testa. Il podio è completato da Conoscerti di Achille Togliani e Teddy Reno.

Antonio Lardera alias Tony Dallara inaugura la stagione degli urlatori e accompagna l'Italia nel boom economico. Mai più staremo bene come quel decennio. Il '68 infranse tanti sogni ma fino a quel momento è stato l'afflato del benessere a prevalere. A Sanremo vince Romantica di Dallara e Renato Rascel che racconta alla bambina bella dell'ultimo poeta che si ispira a una stella e dell'ultimo inguaribile malato di poesia. La coppia Domenico Modugno e Teddy Reno canta Libero mentre Joe Sentieri, un grande che non ha ancora avuto il giusto riconoscimento, duetta con Wilma De Angelis in Quando Vien la sera.

Sono già passati dieci anni. Fra poco si entra in un altro decennio e un'altra penna ve lo racconterà. Il "primo" cronista si ferma qui quando la stagione della televisione è appena iniziata. Sanremo raduna famiglie e condomini. Ma anche interi paesi. Non è solo musica e un fenomeno sociale immenso. Come fu, anni più tradi, Lascia o Raddoppia. Non resta che eleggere la canzone simbolo di questi anni. Ed è Nel blu dipinto di Blu. Vi lasciamo alle immagini. Con la speranza di avere regalato un po' di gioventù a chi c'era e un po' di curiosità a chi si avvicinerà a queste canzoni tradendo, per qualche minuto, la devozione all'i-pod per un volo nel blu della vita.