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di Fabrizio Basso


C'è chi dice che i Settanta sono stati anni dimenticabili per la musica. E' menzogna. Perché ci sono state grandi canzoni, e Sanremo ne è testimone, magari con interpreti che non hanno percorso a lungo le vie della canzone. Ma sono le parole che restano. Per altro si capisce da subito che sarà un decennio difficile. Dopo gli anni Sessanta, quel decennio che Edoardo Vianello, definì "un'estate durata dieci anni", ora l'orizzonte si fa più grigio. La strategia della tensione è alle porte. Il 1968 ha spiegato che la felicità è sempre a termine. Ma c'è ancora voglia di declinare i sentimenti. Almeno a Sanremo dove, nel 1971, vincono Nada e Nicola di Bari con Il cuore è uno Zingaro e Va. Ma è davvero una annata straordinaria: al secondo posto José Feliciano con i Ricchi e Poveri in Che Sarà; terzo posto sul podio per Lucio Dalla con 4/3/1943. Ma ci sono altri brani che entrano nell'immaginari collettivo e aiutano a dimenticare che nel 1971 morì Jim Morrison. Don Backy emoziona con Bianchi Cristalli Sereni, Ray Conniff e Gigliola Cinquetti cercano le Rose nel Buio, Pino Donaggio e Peppino di Capri inneggiano all'Ultimo Romantico e poi c'è Una Storia di Sergio Endrigo e dei New Trolls. Come si dice per i vini....1971 grande annata.

Poteva non vincere Nicola di Bari con i suoi Giorni dell'Arcobaleno nel 1972? Certo che no. Inseguono Peppino Gagliardi con Come le Viole e Nada con Il Re di Denari che racconta che la vita è un gioco e mischia le carte ride chi vince e piange chi perde: e la morale è che nella vita ci vuole fortuna perché una rivincita non ci sarà. E' la fotografia di quei dodici mesi. Lucio Dalla ci riprova con Piazza Grande e i Delirum, capitanati da un irriconoscibile Ivano Fossati spopolano con Jesahel. Pochi giorni prima di questo Festival condotto da Mike Bongiorno, Sylva Koscina e Paolo Villaggio in Irlanda i paracadutisti britannici aprono il fuoco sui cattolici: muoiono 13 persone. Quel giorno passa alla storia per il Bloody Sunday e lo canteranno, anni dopo, gli U2. Il 10 ottobre cala il sipario su un mito del boom economico: la Fiat cessa la produzione della 500. Nasce la 126.

E' solo Un Grande Amore e Niente Più ma basta a sedurre la platea del Festival nel 1973. La voce è quella di Peppino di Capri che mette in riga Peppino Gagliardi e Milva rispettivamente con Come un Ragazzino e Da troppo tempo. Quell'anno c'è la sola apparizione a Sanremo di Roberto Vecchioni con L'Uomo che si Gioca il Cielo a Dadi. Qualche chilometro più in là, a New York, viene inaugurato il World Trade Center: le Torri gemelle vengono aperte al pubblico.

Iva Zanicchi chiede Ciao Cara come Stai? e vince il Festival nel 1974. Come nei due anni precedenti poca qualità ma soprattutto poco di memorabile. Al secondo posto Domenico Modugno con Questa è la Mia Vita e poi Orietta Berti con Occhi Rossi. Che vengono pure a noi pensando a quell'anno e allo scandalo Watergate che portò il presidente Usa Nixon alle dimissioni. In Italia brigatismo e Polizia si combattono senza esclusione di colpi mentre a Pinarella di Cervia si svolge il primo convegno nazionale di gruppi femministi.

Si chiama Gilda è canta Ragazza del Sud. Una meteora dal viso d'angelo: l'incarnato pacioso di chi arriva da una latitudine lontana da Sanremo. Si è fatta amare subito. E', questa, una annata bizzarra. Al secondo posto troviamo Ipocrisia di Angela Luce e al terzo Va Speranza Va di Rosanna Fratello. Un altra sorpresa è al quarto posto. Sorpresa nel senso che mai più si è saputo nulla di Franco e le Piccole Donne che volevano essere Come Humphrey Bogart. Chiudiamo questa galleria strampalata del 1975 con Topolino Piccolo delle Nuove Erbe.

Il 1976 segna la riscossa. Un filotto di brani che hanno segnato non solo il Festival ma quell'intero anno per quanto concerne la musica italiana. E meno male perché il mondo è una polveriera. Le Brigate Rosse uccidono a Genova, in Argentina viene destituita Isabelita Peron e il comando va al generale Videla. Sangue in Irlanda, Libano e Filippine. A Sanremo vince Peppino di Capri con Non lo Faccio Più. Piazze d'onre a Wess e Dori Ghezzi con Come stai con Chi Sei e a Sandro Giacobbe con Gli Occhi di tua Madre. Ma quell'anno ascoltiamo anche Volo AZ 504 degli Albatros, Sambariò di Drupi, Linda bella Linda dei Daniel Sentacruz Ensemble.

Il 1977 inizia con la fine di un'epoca per almeno due generazioni di bambini: non esiste più Carosello. Quindi cambia l'orario in cui ai piccini si rimboccano le coperte e si cantano le ninna nanna e si sta a guardare un po' di Festival. Che ci regala un capolavoro qual è Bella da Morire degli Homo Sapiens. Poi i Collage con Tu mi Rubi l'Anima e i Santo California con Monica. Ma non sono le sole perle dell'anno che, musicalmente, passa alla storia per la nascita del Punk, l'ultima vera, dura e pura rivoluzione in note: meritano una segnalazione Miele del Giardino dei Semplici e Oh Carmela! di una semi-sconosciuta ma già trasgressiva Donatella Rettore.

E' l'anno dell'assassinio di Aldo Moro e di Albino Luciani, Giovanni Paolo I, il Papa del Sorriso morto dopo soli 33 giorni di Pontificato. E un 1978 difficile per l'Italia. E Sanremo strappa sorrisi. Non è come quando la maglia gialla al Tour de France placò gli animi infervorati dall'attentato a Togliatti salvando il paese da una guerra fratricida, ma quasi. Sanremo è vinta dai Matia Bazar con ...e dirsi Ciao! che stacca in finale Un'emozione da Poco di una conturbante Anna Oxa, 16 anni da Foggia, e Gianna di Rino Gaetano. Piace anche Quando Teresa verrà di Marco Ferradini, la cui popolarità esplose poco tempo dopo con Teorema.

Anche il 1979 è un anno difficile. La lotta alla criminalità organizzata è sempre più dura. Viene ucciso il capo della Mobile palermitana Borsi Giuliano. Stessa sorte per il magistrato Cesare Terranova. E Sanremo predica Amare con Mino Vergnaghi...altro desaparecido della canzone nostrana. Secondo posto per Barbara di Enzo Carella e poi i Camaleonti rilanciano con Quell'attimo in Più. Ma è in retrovia che si trovano delle vere chicche: Sarà un Fiore di Enrico Beruschi, A me mi Piace vivere alla Grande di Franco Fanigliulo e Tu fai schifo Sempre dei Pandemonium.

Siamo giunti al 1980. E' un altro anno difficile per l'Italia. Il terrorismo lastrica l'asfalto di sangue: Il 2 agosto, alle ore 10.25, una bomba distrugge la stazione di Bologna: sotto le macerie 85 cadaveri. Più che cantare bisognerebbe pregare. Al massimo fischiettare... e Sanremo qualche motivetto in testa ce lo mette per esorcizzare la strategia del terrore. Anche solo il tempo di un giro di juke box. Vince Toto Cotugno con Solo Noi, lo rincorrono Ti voglio Bene di Enzo Malepasso e Pupo con Su di Noi. Ma ci sono anche i Decibel di Enrico Ruggeri con Contessa, Stefano Rosso con L'Italiano e Musica Regina di Leano Morelli.

Ed eccoci a chiudere un altra pagina di Storia italiana vissuta a ritmo di Festival. Gli anni Settanta sono stati terribili. Forse perché arrivavamo dai Sessanta. Ma è troppo facile dare sempre la colpa al prima. Questo decennio che vi abbiamo raccontato non è stato forse il migliore in sessant'anni di festival. Ma ha regalato le sue magie. Alcune così rare che neanche si trovano più...ma non sciupatelo 'sto decennio. E' bello. Ed è quello dello scollinamento. Buon viaggio negli anni Ottanta.

Anna Oxa canta Un'Emozione da Poco al Festival di Sanremo del 1978