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di Fabrizio Basso


Morgan ha tirato un'altra riga sulla pagina degli scandali sanremesi. Quando qualcosa sconquassa quel meccanismo paludato, granitico, morenico che è il Festival sembra che la nazione intera vacilli. E invece è solo una nuova riga che si sovrappone ad altre che altri hanno tracciato. Negli anni passati. Ora riscoprire tutti i bubboni del Festival è arduo, ma qualcuno gustoso vale la pena di citarlo. In ordine cronologico.

1980: vince Toto Cotugno con Solo Noi e la sensazione è che sul palco si sentissero proprio soli Roberto Benigni e Olimpia Carlisi che incuranti della diretta e delle famiglie posizionate davanti alla televisione, si sono baciati con trasporto per 45 secondi. Peccato che non esisteva l'alta definizione, vien da dire. E non pago di quello scambio di umori, l'attore toscano manda un saluto a Giovanni Paolo II chiamandolo "Wojtilaccio".

1981: arrivano al Festival i Bad Manners, i numeri uno della musica Ska. Buster Bloodvessel, monumentale cantante della band, durante l'esecuzzione di Lorraine improvvisa uno spogliarello e si sfila i pantaloni.

1983: l'ex Genesis Peter Gabriel propone alla platea dell'Ariston "Shock the Monkey". Appra sul palco col volto dipinto di bianco e già questo raffredda gli animi. Che poi si gelano proprio quando si aggrappa a una fune e vola sul pubblico.

1983: Vasco Rossi porta nel salotto buono della canzone italiana La Vita Spericolata. L'Italia è sbigottita ad ascoltare questo ragazzo, emiliano di Zocca, che vuole una vita spericolata, esagerata come Steve McQueen. Ma soprattutto piena di guai: ed è stato coerente.

1986: Loredana Berté vive in un mondo suo. Le raccontano che Sanremo è uno show per famiglie e lei si adegua: si presenta, la prima serata, incinta insieme al corpo di ballo. Quei pancioni fanno scandalo. La canzone si chiama Re. Che sia il diminutivo di rebirthing?

1986: Anna Oxa appare con la pancia scoperta e annesso ombelico. Un brivido di voluttà percorre le vene degli uomini. E forse anche delle donne. Ma è comunque doveroso urlare allo scandalo. La canzone è Tutto un Attimo. Ma che attimo. Fosse pure fuggente!

1987: Patsy Kensit regala brividi di passione. La bella e sensuale cantante degli Eight Wonder cantando Will you Remeber si agita un po' troppo e una spallina le cade mostrando il seno. Giunse l'anatema e pure la scomunica. Ma di certo, cara Patsy, ci ricorderemo di te.

1992: Vasco Rossi canta Vado al Massimo e che fa terminata l'esibizione? Si mette in tasca il microfono e si allontana. La sua icona di rocker maudit è sempre più delineata.

1996: Elio e Le Storie Tese, tutti argentati come fossero i Rockets, raccontano, dal palco dell'Ariston, che esiste La Terra dei Cachi. E piace così tanto che pare che spariscano dei voti. Forse non tantissimi ma quelli sufficienti per non farli vincere. Infatti si impongono Ron e Tosca con Vorrei incontrarti tra cent'anni. I Carabinieri indagarono e pare che per il verdetto si reincontrino tutti tra...cent'anni.

2001: Brian Molko, voce dei Placebo, è un po' permaloso. Sul palco lo fischiano e lui che fa? Spacca la chitarra, manda tutti a quel paese e se ne va. Alla faccia dell'effetto Placebo.

Esempi spiccioli ma significativi. Perché alla fine niente è prevedibile, anche quando c'è di mezzo Sanremo. Dove anche l'aria che si respira e razionata al fine di evitare ansimi o sospiri. Ma senza queste variazioni sul tema Sanremo sarebbe lo stesso? Certo che no. Quindi, caro Marco Castoldi, sai che potresti fare? A Sanremo vacci e fai un concerto tutto tuo!!!