di Fabrizio Basso

Cambia look, difende il maestro Morgan e se ne va a Sanremo "non perché spero di vincere bensì perché credo che sia il momento giusto". Noemi ha le idee chiare. Anzi cristalline. Ventotto anni compiuti lo scorso gennaio, Veronica Scopelliti, questo il suo vero nome, è, per numeri, fama e voce, il miglior prodotto delle tre edizioni di X Factor. Sul lungo staccherà anche Giusy Ferreri. Dopo un anno, il 2009, vissuto fantasticamente ora vuole giocarsi anche la carta Sanremo. La abbiamo incontrata a Milano, presso la sua casa discografica. Sono giorni frenetici per lei. Le prove all'Ariston, i ritocchi al disco per il repackaging post Sanremo e poi la tempesta che ha travolto il suo mentore Marco Morgan Castoldi.

E proprio da qui cominciamo l'intervista.
Sapevo che non avrei dribblato questa domanda. Gli voglio bene, so che è sensibile e mi spiace quel che è successo. Certe cose potevano essere raccontate con toni più gentili. Comunque ricordatevi che Morgan cade sempre in piedi. Mi spiace che da questa vicenda esca una sua immagine diversa da quella che è realmente: ecco perché sottolineo che in questi casi occorre più sensibilità. Ha avuto una vita non facile. Ma Morgan è così: vai a casa sua ed è vestito come quando va in televisione. Non è come Madonna che quando esce è impeccabile e a casa sta in ciabatte. La sua maschera è la sua essenza.
Che arringa difensiva. Parliamo di Per tutta la Vita, la sua canzone sanremese.
Con le canzoni si possono raccontare milioni di cose ma ritengo fondamentale seguire un percorso ed essere credibili: sarei credibile se parlassi di Berlusconi? Ciò non significa che in futuro non varierò.
Ok, ma di che parla la canzone?
Non solo di sentimenti ma di relazioni. Con gli amici, con i figli, con i colleghi: sarei presuntuosa a definirlo un testo universale ma di certo si muove su più piani. Viviamo in una società egoista e anche io sono stata egoista ma ho capito che bisogna regalarsi di più al prossimo.
Le piace il Festival?
In generale odio il genere Sanremo ma se si riesce ad andarci con una canzone che rispecchia l'artista il discorso muta. Nella mia canzone c'è l'Hammond, c'è un loop di batteria che rimanda ai Massive Attack, almeno secondo me. C'è tanto violino che mi fa impazzire. Anche se non sembra da questa descrizione, è il pezzo più italiano che ho mai cantato. Al confronto Briciole è anglofono.
La canzone è stata preparata per essere proposta al Festival?
Assolutamente no. Ma era la più bella e la più adatta per provarci.
Sarà un'emozione affrontare quel palco?
E' un palco che gronda storia e un po' mi fa paura. E' antico ma porta blasone. Ci sono andati Mia Martini, Domenico Modugno e Luigi Tenco. X Factor è stata una gran prova ma era un palco giovane. Ora mi sembra il momento giusto per farmi sentire da più gente possibile. Mi sono anche messa a dieta. Spero di fare un bel Sanremo. E comunque lo farò da fashion victim.
Proprio lei che vederla sui tacchi fa urlare al miracolo?
Stavolta voglio fare la strafiga, a seconda delle circostanze mi vestiranno Vivianne Westwood e Antonio Marras. Pur essendo grossi marchi, seguono le loro idee e non i gusti del pubblico. L'idea di Marras che va a cercare idee, tessuti e quanto altro nei mercatini la trovo suggestiva.
La serata dei duetti con chi la condividerà?
Non lo so ancora. Di certo non con una donna perché mi sembrerebbe di tradire la mia madrina Fiorella Mannoia con la quale ho duettato ne L'Amore si Odia. Ci sto pensando...
Qualche artista straniero?
Nel caso per quella serata riarrangerei la canzone. (E se la ride come chi sa ma non dice, ndr)

Noemi è matura ma rimane scanzonata. Anche truccata da red carpet non perde l'espressione scanzonata. Ed è qui la sua forza. Durante il Festival verrà pubblicata la special edition dell'album Sulla mia Pelle, con l'aggiunta di Per Tutta la Vita Briciole e Vertigini rivedute e corrette in chiave Motown. E a pensarla con un po' di carboncino sul volto, Noemi potrebbe davvero essere la più black della cantanti italiane.