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di Paolo Nizza

“Dopo il freddo degli anni di piombo godiamoci il calduccio di questi anni di m****, chiosava Altan in una celebre vignetta.
Eppure celato tra i fiori, le luci, i ricchi premi e cotillon del palco di San Remo, qualche diamante spunta in mezzo a un florilegio di fondi di bottiglia. E poi come diceva Truffaut: "le canzonette più sono stupide e più dicono la verità."

Per esempio nel 1981 il Festival lo vince Alice con Per Elisa, un capolavoro scritto da Battiato.
Seconda si piazza Loretta Goggi con Maledetta primavera, una canzone per tutte le stagioni. E sulle note del Gioca jouer Ricchi e Poveri salutano per sempre Marina Occhiena, si mormora per questioni di corna.

L’anno successivo per difendersi da spalline, cotonature e naj oelari Drupi suggerisce di starsene da Soli e si guadagna il terzo posto. Albano e Romina offrono un bicchiere di vino con un panino e Felicità arriva seconda.
A spuntarla è così, Riccardo Fogli con Storie di tutti giorni. Per celebrare la vittoria Pippo Franco intona Che fico! Gli fa eco Diego Abatantuono che canticchia Eccezziunale veramente.

Ma il 1982  segna  la prima volta di Zucchero con Una notte che vola via e soprattutto l’esordio di Vasco Rossi con Vado al massimo. La canzone arriva ultima. Se ci fosse stato il test antidoping  per i cantanti  invocato in questi giorni da Alessandra Mussolini, Blasco sarebbe tornato a Zocca  senza passare dal via.

Invece il signor Rossi torna nel 1983 con Vita spericolata e scala ben una posizione. Si sa, spesso i penultimi saranno i primi. Anche perché il Festival lo vince Tiziana Rivale con Sarà quel sarà, peraltro accusata di essere un plagio di Up Where We Belong di Lee Ritenour.
Vacanze romane è quarta seguita dall’ Italiano vero made in Cutugno con l’autoradio nella mano destra.
Forse galvanizzato dall’aria dolce della riviera, Peter Gabriel si lancia sul pubblico al grido di Shock The Monkey.

Memore del 1984 profetizzato da Orwell, Il nazionalpopolare monopolizza il podio.
Nell’ordine ai primi 3 posti si piazzano Ci sarà di Al Bano e Romina, Serenata di Toto Cutugno e Cara di Christian.
L’esibizione è cara pure per Pupo che confesserà di aver sborsato 75.000.000 di lire per ottenere il 4° posto con Un amore grande.
Insomma è il vecchio che avanza come si evince dalla Fenice evocata dal debuttante Santandrea. Fiordaliso non vuole mica la luna. Per commemorare l’evento Boy George intona Victims, i Queen rispondono con Radio Gaga mentre un certo Eros Ramazzotti preannuncia una Terra Promessa e trionfa nella categoria giovani

Nel 1985 la musica non cambia. Vincono i Ricchi e Poveri con Se m'innamoro. La meteora Louis Miguel si piazza secondo con Noi ragazzi di oggi (anche se sembrano quelli di ieri). Canzoni di facile presa suggeriscono i Matia Bazaar che con Souvenir si accontentano del premio della critica. Ma l’attenzione è tutta per i Duran Duran, che al grido di Wild Boys mandano in delirio "sfitinzie" e "galli".

Una ventata di libidine soffia invece sul 36° Festival della canzone italiana. Colpa di Eros
visto che vince Ramazzotti con Adesso tu. Ci si mette pure Arbore con Il Clarinetto a scaldare la serata. Così Marcella resta Senza un briciolo di testa, Anna Oxa per la quinta volta a San Remo (la terza di fila) sussurra È tutto un attimo, ma mostra l’ombelico per tutta la durata della performance. Non pago, lo strumento a fiato dell’artista foggiano titilla finanche Loredana Bertè che canta Re in stato interessante. Potere della musica.

La 37ma edizione è caratterizzata dall’annuncio in diretta della morte di Claudio Villa.
Per Albano e Romina (seconda classificata), la nostalgia è canaglia. Cutugno pensa ai Figli e finisce secondo.
Vince il trio Morandi, Ruggeri,Tozzi con Si può dare di più.
Patsy Kensit li prende alla lettera e va fuori di seno. La Mannoia commenta con un laconico Quello che le donne non dicono.

Ne 1988 Massino Ranieri  perde l’amore ma vince il Festival. Cutugno si emoziona, ma arriva ancora una volta secondo. Mino Reitano canta "Per Firenze che sta là. Per Venezia che si muove.  E l'eterna Roma è qua.." L’Italia è proprio fatta.

Per Sanremo numero 39 largo ai figli d’arte. Presentano Gianmarco Tognazzi, Danny Quinn, Rosita Celentano e Paola Dominguin. Per rincuorare i rampolli Cutugno canta Mamme e arriva (aridaje) secondo.  Vincono Oxa e Leali con Ti lascerò. Francesco Salvi  gongola con Esatto. Raf si domanda Cosa resterà di questi anni 80. Di sicuro Almeno tu nell’universo di Mia Martini.

La paura fa Novanta Il barbaro invasore con il volto e la voce del duo Mietta-Minghi è in agguato.Sanremo festeggia il nuovo decennio con “Trottolino Amoroso, Dudu dadadà". Marco Masini è Disperato
Gli Uomini soli cantati dai Pooh  trionfano. Il dio delle città e dell’immensità si diverte a far duettare Cutugno con Ray Charles. Per la prima volta dal 1977,  il Festival non si svolge al Teatro Ariston, ma al Palafiori. Tuttavia cambiando l’ordine dei palchi il prodotto non cambia.
Perché è Sanremo è Sanremo. Altrimenti sarebbe Bordighera.