Una serata dedicata alla gente di Langa raccontata da uno dei suoi massimi cantori, Giorgio Conte. L'appuntamento è per giovedì 11 febbraio 2010 al Circolo Arci Scighera di via Candiani 131 a Milano. Il concerto, il cui inizio è previsto intorno alle 22.30, sarà precedutoore, alle ore 21.30 da letture, storielle e sproloqui a cura di Dino Taddei e Paolo Cognetti. Con Marco Drago, scrittore, e Piero Negri Scaglione, giornalista e biografo di Beppe Fenoglio. Le letture sono di Piero Lenardon.

Così scrisse Beppe Fenoglio: "Quanto a me, debbo dire che quella miscela di sangue di Langa e di pianura mi faceva già da allora battaglia nelle vene, e se rispettavo altamente i miei parenti materni, i paterni li amavo con passione, e quando a scuola ci avvicinavamo a parole come atavismo e ancestrale, il cuore e la mente mi volavano immediatamente e invariabilmente ai cimiteri sulle Langhe".

Langa: nome antichissimo e di origine incerta, appartenente a un gruppo di colline segnate da valli profonde, tra il Tanaro e l’Appennino ligure. Una volta erano i luoghi dei partigiani, delle battaglie condotte tra stalle e casolari e della vita misera narrata da Pavese e Fenoglio e cantata, tra gli altri, da Yo Yo Mundi. Oggi sono posti celebri per la dolce vita. La langa del Barolo, del Barbaresco, della nocciola, del tartufo, del bollito misto e del fritto alla piemontese. Ma qui ogni collina, ogni vallata tagliata dal torrente ha usi e tradizioni proprie, dialetti diversi. Qui soffia sempre il vento e dalle cime più alte nelle giornate limpide si scorge il mare. È un paesaggio di boschi, pascoli e filari; paesi arroccati intorno a torri e castelli. Campo di battaglia per secoli, crocevia delle strade che congiungono la riviera ligure all’entroterra piemontese, la natura segreta di questi luoghi è nella nebbia che si alza dal fondovalle, nella malinconia e ruvidezza che contraddistinguono i loro abitanti, la gente di Langa.