di Giuseppe Lamanna

Nel 2009 ha pubblicato due album, Sentimento (disco di platino) e Valerio Scanu (disco d’oro), vendendo più di centomila copie. Il 15 febbraio diventerà il più giovane cantante in gara al 60° Festival della Canzone Italiana di Sanremo, e due giorni dopo uscirà il suo nuovo lavoro Per tutte le volte che. A quasi vent’anni, li compirà il prossimo 10 aprile, Valerio Scanu entra nel mondo della musica italiana dalla porta principale, raccontando i suoi sogni, le sue ambizioni e i suoi desideri.

Dopo Sentimento e Valerio Scanu, che hanno già incontrato il favore del pubblico, adesso arriva Per tutte le volte che.

Questo è  il mio lavoro più importante, decisamente più corposo dei due precedenti e soprattutto molto più personale. Ognuno dei brani contenuti nell’album fa emergere e racconta una parte di me, rivelando una nuova identità artistica più matura rispetto al passato.
Questo terzo lavoro è stato registrato in parte anche all’estero, che tipo di sensazioni ha provato?
È stata una vera e propria esperienza, anche perché era la prima volta che andavo a Londra. Devo dire che lavorare con Steve Lipson è stato incredibile, soprattutto pensando agli artisti che mi hanno preceduto nello stesso studio. Parlo di Eurythmics, Whitney Houston e Paul McCartney, solo per citarne alcuni.
Rispetto ai due lavori precedenti, Per tutte le volte che come si può  collocare?
Possiamo definirlo un album corale perché è nato grazie alla collaborazione di grandissimi personaggi e professionisti della musica. Dal maestro Peppe Vessicchio, passando per Saverio Grandi (autore per Vasco Rossi e Laura Pausini), Dado Parisini (Raf, Pausini, Irene Grandi, Nek), Luca Chiaravalli (Francesco Renga, Noemi, Giuliano Palma), Kaballà (Antonella Ruggiero, Mario Venuti, Eros Ramazzotti), e Simone Annichiarico. Lavorare al loro fianco mi ha portato a compiere un grande passo avanti, sia come artista sia come persona.
L’amore resta il tema dominante anche in questo album.
Si. Canto questo sentimento, declinandolo nelle sue più diverse sfaccettature. Però, non mi limito solo all’amore. Ci sono anche altri argomenti, molto attuali, come nel brano Il Dio d’Americ, dove canto le reazioni della folla di fronte ad un leader politico visto quasi come un dio.
Invece, il brano sanremese Per tutte le volte che, porta la firma di Pierdavide Carone, giovane concorrente della nuova edizione di Amici. Quali sono i motivi di questa scelta?
Devo dire che la canzone di Pierdavide mi ha colpito subito, fin dal primo ascolto. È un brano che può essere considerato tradizionale, e soprattutto molto immediato. La scelta per Sanremo non poteva essere migliore, anche se è giusto sottolineare come nasconda al tempo stesso diverse difficoltà vocali. Per tutte le volte che rappresenta tutto ciò che al momento cerco in una canzone: pienezza, fluidità e profondità nei testi. Ogni volta che lo canto penso alle strofe, così sussurrate, a volte timidamente, in altri punti con la voce che quasi tradisce rabbia, trattenendosi a malapena, per poi sfociare ed esplodere nel ritornello, con quella melodia a cascata, che ti avvolge e ti toglie il fiato.
Si avvicina il debutto al Festival di Sanremo, dove sarà  il più giovane concorrente in gara al fianco di grandi artisti del panorama nazionale. Quali sono le sue aspettative da questa partecipazione?
In questi ultimi anni, ho fatto molta esperienza e sono cresciuto tanto, soprattutto nel rapporto con il pubblico. Solo nell’ultimo anno ho fatto più di cinquanta date dal vivo, però devo dire che l’atmosfera sanremese non mi lascia indifferente sul piano emotivo. Il mio principale obiettivo è quello di fare una bella figura, dimostrando di meritare la presenza su quel palco prestigioso. Sono sicuro che il resto verrà di conseguenza, grazie alla qualità del mio lavoro.
Sul palco, l’orchestra sarà diretta dal maestro Peppe Vessicchio, quindi avrà il supporto anche di un volto amico.
Sarò  talmente emozionato e concentrato che difficilmente riconoscerò  qualcuno! Sapere di avere accanto il maestro Vessicchio mi dà  sicurezza, considerando anche che il nostro rapporto ha radici lontane nel tempo, fin dai tempi della mia partecipazione a Bravo Bravissimo e poi l’avventura di Amici.
E dopo il Festival, al di là del risultato, cosa succederà?
Tirerò  il fiato per alcuni giorni e poi inizierà la promozione vera e propria dell’album. Presto inizierò anche un tour, durante il quale, accanto alle canzoni inedite, porterò molte cover in inglese, che ormai fanno parte del mio repertorio. Il 2010 sarà un anno molto importante ed impegnativo, ma sono convinto che alla fine il duro lavoro sarà ricompensato.