di Alessandra Carboni

A quasi cinque anni di distanza dall’ultimo album dei Gorillaz, è arrivato Plastic Beach, il nuovo lavoro della band virtuale britannica creata nel lontano 1998 da Damon Albarn e Jamie Hewlett. L’uscita del disco smentisce quindi l’annuncio del ritiro dalla scena del gruppo, l’anno successivo alla pubblicazione di Demon Days, nel 2005.

I Gorillaz sono tornati, dunque, e lo hanno fatto nel consueto e ben noto formato cartoon, ma questa volta in versione tridimensionale. Rinnovato completamente anche il sito web della band: dalle sue pagine si accede allo store di iTunes per l’acquisto dell’LP nell’edizione Deluxe (18 brani anziché 16), all’avventura Plastic Beach in formato videogioco o, ancora, allo streaming dell’intero album, reso disponibile in anteprima sul sito del Guardian. Non mancano link alla pagina Twitter del gruppo né a quella del G-Club, al quale i più affezionati possono iscriversi per avere anteprime, sconti e offerte sul merchandising e sugli eventi che riguardano i Gorillaz.

Per la realizzazione dell’album, già definito "il migliore dell’anno", la band si è avvalsa di collaboratori d’eccezione, come Snoop Dogg, Lou Reed o Paul Simonon dei Clash, che hanno duettato con i “musicisti animati”. Il primo (misterioso) video rilasciato è per il brano intitolato Stylo e vede tre dei quattro membri della band (Murdoc, 2-D e Noodle, assente il batterista Russel) a bordo di una vettura (dotata di una targa che recita Stylo) crivellata da colpi d’arma da fuoco. I tre sono inseguiti da un agguerritissimo e armatissimo Bruce Willis in carne e ossa – anch’egli tra le numerose star che hanno contribuito alla realizzazione del progetto Plastic Beach – che alla fine del video riesce a buttarli fuori strada. Il video è strano, la sua conclusione lascia pensare a un seguito e bisogna essere dei conoscitori della storia del gruppo per capire che Noodle, che ritroviamo seduto sul sedile posteriore dell’auto, è ora un cyborg poiché ha perso la vita nell’ultimo video dei Gorillaz bidimensionali, intitolato El Mañana.

Quella della band in formato cartone animato è insomma una storia in continua evoluzione, che si racconta tramite le loro canzoni, le loro clip e le loro iniziative, e che non smette mai di alimentare il mistero che li circonda e che li caratterizza.

Gorillaz in How to Save a Life