di Massimo Vallorani

Parole, parole, parole: così cantava Mina in un suo vecchio successo degli anni '70. E di parole ce ne vorrebbero molte per racchiudere la lunga carriera della cantante cremonese che il prossimo 25 marzo compirà 70 anni. E' probabile che in molti festeggeranno il suo compleanno riproponendo le sue canzoni, vecchie e nuove. Quasi sicuramente lo faranno senza di lei. Infatti è da oltre 30 anni che Mina non canta dal vivo (l'ultimo concerto è del 1978). In tv non la si vede dal lontano 1974. La sua ultima apparizione, se cosi si può dire, l'ha fatta nel 2009, quando Paolo Bonolis ha scelto come sigla del Festival di Sanremo un Nessun dorma cantato come uno standard e arricchito di immagini della cantante in studio.

Tuttavia, la scelta di assentarsi dalle scene pubbliche non ha mai allontanato Mina dalla musica. Infatti la cantante ha continuando nel corso di questi anni ad incidere dischi. Anzi tra i grandi musicisti della sua generazione, è forse quella che si è tenuta più aggiornata sulle novità musicali: non a caso, nel suo ultimo album, Facile, ha inciso Adesso è facile con gli Afterhours di Manuel Agnelli, Non ti voglio più con Boosta, tastierista dei Subsonica.

Mina muove i primi passi nel mondo della canzone nel 1958, notata dal discografico David Matalon. Incide quattro canzoni, due delle quali in inglese con lo pseudonimo di Baby Gate. E se in una prima fase della sua carriera il suo alter-ego musicale convive con Mina, alla fine sarà la stessa Mina e le sue canzoni in italiano ad imporsi sul mercato discografico italiano ed internazionale. La sua bellezza, oltre che il talento, le ha subito spalancato le porte della televisione italiana e non, partecipando a programmi storici quali Il Musichiere, Studio Uno e Milleluci. Nel suo mezzo secolo di carriera Mina ha collezionato anche due partecipazioni al Festival di Sanremo, senza raggiungere mai il podio: La sua potente estensione vocale fa sì che rientri in quella categoria di cantanti degli anni '60 che venivano definiti "urlatori", ma Mina, grazie ad interpretazioni quali Il Cielo in una stanza di Gino Paoli o la Canzone di Marinella di Fabrizio De Andrè ha saputo trasformarsi anche in una raffinata interprete di musica d'autore.

Naturalmente non si diventa un personaggio dello spessore Mina se non si ha una personalità forte, libera e anticonvenzionale. Per esempio, la relazione con l'attore sposato Corrado Pani, conosciuto nell'estate del 1962 provocherà uno scandalo senza precedenti che le costeranno l'allontanamento dalla televisione italiana per due anni. Ma Mina è anche capace di opporsi alle major discografiche, fondando nel 1967, insieme a suo padre, la PDU, sua casa discografica personale, che porta avanti nonostante le prime difficoltà, fino al grande e primo successo di Non credere, vero e proprio tormentone dell'estate del 1969. E poi lo strappo definitivo: quello di sparire totalmente dalle scene. Un'assenza pesante che però ha trasformato paradossalmente Mina in una presenza costante e più viva che mai.

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