di Fabrizio Basso

Il Re matto se ne va in tour a dispensare mattità, un suo neologismo che tanto fa impazzire i fan. Debutta a Milano il prossimo 4 maggio il tour di Marco Mengoni che andrà avanti per tutto il 2010. Lo abbiamo incontrato proprio a Milano, negli uffici della sua casa discografica, la Sony: una chiacchierata  quattr'occhi con questo capricorno di 21 anni che negli ultimi mesi ha visto la sua vita assestarsi su velocità siderali.

X Factor, Sanremo, finalemente il tour.

E' tutto fantastico. Le date sono già raddoppiate. Farò concerti fino al 30 dicembre poi il 31 non credo che starò con le braccia conserte. E le vacanze?
Quando le farà?
Che ne so. Meglio non pensarci.
Lei ha radici brit-pop
Vero anche se nasco soul. Le mie esperienze artistiche mi portano in quella direzione.
I suo artisti cult?
Tantissimi: Beatles, Rolling Stones, Jeff Buckley, Paolo Nutini...so che arriva in concerto in Italia. Spero di riuscire a vedere un suo show.
Soddisfatto di Re Matto?
Certo. Meno di un mese per prapararlo. Ogno ci ha investito tutte le sue forze e pure di più. E' un lavoro nel quale mi riconosco. Avessi potuto ci avrei buttato più tempo e più notti. Mi piace seguire tutto, dai testi all'arrangiamento.
Insomma, ha le idee chiare.
Chiarissime. E ne sto accantonando un po' per il futuro. Voglio arrivare a dicembre con le linee tracciate e fare un nuovo disco nel 2010. Non so quando perché non conosco i tempi della discografia. Ma l'intenzione è questa. E deve essere un buon lavoro per il rispetto dei fan.
Cosa è la musica per lei?
Amo ogni forma di arte. La musica è intrattenimento. Ai miei concerti ci sarà da sudare e divertirsi.
Dura la vita dopo X Factor?
C'è pregiudizio verso chi esce dai talent show. Vincere non è la cosa più importante.
In effetti chi ha vinto le prime due edizioni, Aram Quartet e Matteo Becucci, sono un po' spariti.
Spero dui avere inaugurato una inversione di tendenza.
Si riconosce allo specchio?
Vedo nitido chi sono ma sfuocato chi sto diventando.
Cosa le è rimasto del periodo di X Factor?
Tante amicizie. Sento quasi tutti i miei compagni d'avventura. Non c'era conmpetizione, ognuno piortava se stesso.
Morgan?
Non lo sento da tempo.
Una volta ha detto che lei è la sua migliore creazione.
Davvero? Abbiamo elementi in comune ma non mi ha influenzato. Mi ha dato tanto, è vero, ma anche io ho dato tanto a lui. Di fantastico c'è che quando lui preparava le basi per la trasmissione mi arrivavano all'ultimo istante, non c'era tempo per provare e quindi le mie erano esibizione istintive. Adoro l'istinto, cerco di metterlo in tutto ciò che faccio.
Lei è un giovialone?
Ma scherza? Prima di X Factor ero un orco, non uscivo mai. Ero un solitario da pigiamone.
Quindi la popolarità le crea qualche scompenso.
Dipende. A Napoli alla presentazione del disco c'era così tanta gente che sono scappato su una auto della polizia dopo che qualcuno era uscito dal locale travestito da me. Però la promozione firma-copie è splendida.
Ha fan calorosi?
Mi regalano di tutto. Mi hanno visto qualche volta mangiare i Chupa Chups e ora ne ho la casa piena. A sacchetti.
Ha uno stilista di riferimento?
Me la cavo bene da solo. A Sanremo mi ha vestito Neil Barrett: è straordinario. L'ho conosciuto tramite Luca Tommasini.
Sul suo sito c'è scritto che è single: chissà quante proposte riceve.
Mi vogliono sposare uomini e donne. Ho un pubblico di ragagazzini e di adulti. E' fantastico essere trasversali.
Ma lei chi sposerebbe?
Victoria Cabello. Ma a Las Vegas per poterci ripensare la mattina dopo. Viva la libertà.
E con chi duetterebbe?
Ho una lunga fila di desideri: Elisa, Negramaro, Giorgia, Mina, Subsonica.
Come si immagina tra 20 anni?
Brizzolato e con qualche ruga in più.

Questo è Marco Mengoni. Un ragazzo che ha gettato il cuore oltre l'ostacolo e lo ha raccolto più grande e più forte. Al suo paese, Ronciglione, provincia di Viterbo, gli hanno dedicato un carro a carnevale. Un trionfo. A questo punto possiamo davvero affermare che il re è matto!