di Marco Agustoni

A che serve una carriera decennale e una collezione di successi, se poi non puoi spendere questo tuo credito per aiutare gli altri? Questo deve aver pensato Red Canzian, basso e voce dei Pooh, quando ha dato vita assieme ad alcuni amici (con lui, ad esempio, lo stilista Elio Fiorucci e il direttore di Mtv Luca De Gennaro) alla Fondazione Q, di cui è direttore artistico, con l'intento di aiutare i giovani musicisti di talento a farsi largo nell'arduo panorama italiano. Una volta individuati gli artisti degni di attenzione, la Fondazione si occuperà infatti di produrne l'esordio discografico, seguendoli sotto ogni aspetto: dagli arrangiamenti allo studio di registrazione, dalle grafiche alle esibizioni dal vivo, mettendo addirittura a disposizione il supporto psicologico di una specialista, per aiutare i ragazzi durante quest'avventura.

La Fondazione Q non ha l'intenzione di porsi in competizione diretta con i talent show, ma di diventare qualcosa di complementare ad essi. “I talent stanno aiutando una certa forma di musica, ma non possono essere l'unica via perché ai talent molto sfugge” spiega Red, “Immaginate un talent con Dalla o De Gregori di trent'anni fa... non avrebbero superato la prima selezione. Se ce l'hanno fatta è perché qualcuno gli ha permesso di fare tre, quattro dischi prima che sfondassero”. Per il primo anno di attività, la Fondazione si pone come obbiettivo di individuare attraverso il proprio sito internet e produrre almeno un giovane meritevole. Poi, si vedrà.

Ma non ce n'è solo per musicisti e cantanti. La Fondazione sarà infatti aperta anche a giovani tecnici delle luci e del suono, videomaker, grafici e quant'altro, che potranno essere coinvolti nel progetto o in stage formativi. Cosicché possano arrivare, un giorno, a vivere del loro mestiere. Canzian non si fa poi sfuggire un monito a chi vuole sfondare nella musica: “Fare il cantante non vuol dire per forza diventare famosi. Fare il cantante può però essere un buon mestiere, prima di tutto. Il vero scandalo, in Italia, è che chi ha studiato violoncello per otto anni in conservatorio, non possa poi suonare il violoncello nella vita”.

In ogni caso, giovani talenti, fatevi coraggio e sottoponete la vostra candidatura alla Fondazione Q. Chissà che non sia l'occasione buona...