di Fabrizio Basso

Due anni dopo è di nuovo Baustelle. Finalmente. Il loro terzo album si intitola Mistici dell'Occidente ed è senza ombra di dubbio il loro album più completo, più ricco, impegnativo e ambizioso. Per la prima volta hanno reso più snella la struttura musicale, liberando l'estro e l'arte del singolo che, con ogni probabilità, si tradurrà in una magia aggiunta quando partiranno in tour.

E' un disco ricco di citazioni, con testi articolati. Ci sono molti echi. Il primo che viene in mente è Franco Battiato.

C'è qualche sua influenza. E' un artista che stimiano anche se non ci siamo mai conosciuti.
Come nascono i mistici dell'occidente?
Ho trovato in una bancarella un libro di Elemire Zolla che portava quel titolo. Non conoscevo quel testo ma ho subito pensato che poteva essere rappresentare un disco.
Scrive Amore con la maiuscola e presidente con la minuscola...
Quando si canta sono differenze che non si percepiscono. Fosse una poesia la avrei scritta proprio così, come nella canzone. Cerco di usare il vocabolo amore il meno possibile, è abusato. Ma quando ci ricorro deve essere significante e lo uso con la maiuscola. I presidenti passano...
Le Rane è un inno all'amicizia.
E' un testo molto biografico. Racconta di amici di una volta che non si incontrano più. Quando li ho ritrovati mi hanno fatto piangere. La canzone si muove in quell'epoca felice che precede la scoperta del sesso.
Nostalgia?
Non sono di quelli che dicono che si stava meglio una volta. Il fluire del tempo non è nostalgia bensì riflessione sui rimpianti, sulle occasione perdute.
Gli Spietati è una citazione al film?
Stavolta no. Anche la storia è diversa. I miei spietati sono gli stoici e i cinici, intesi in senso filosofico. Cercano la possibilità di stare meglio.
Lei è anche produttore dell'album. E vi siete avvalsi della collaborazione di Pat McCarty, collaboratore tra gli altri di Rem, U2 e Madonna.
Anche nei precedenti dischi ho fatto un po' il produttore. Volevamo lavorare con un inglese o un americano, abbiamo esaminato tanti nomi, da quelli famosi a quelli poco noti. McCarty è venuto due volte a trovarci: lascia fare e rispetta il suono, ma lascia l'impronta.
Il suono vi soddisfa?
Volevamo un suono più dinamico e meno compresso. Gli americani tendono a essere più attenti allo spazio. Spero che questa impostazione ci permetta, dal vivo, di uscire dagli schemi.
La musica è in crisi?
Non mi spaventa la musica online mi spaventa il gratis. Puoi pagarla poco ma va pagata. Altrimenti si richia che l'artista non abbia i mezzi per vivere di musica e la faccia part time con fisiologico calo della qualità.
Considerate I Mistici dell'Occidente una tappa o la chiusura di un ciclo?
Chi fa arte è sempre working in progess.

I Baustelle stanno lavorando ora al tour. Ci saranno tre date che anticiperanno l'estate. In quelle occasioni, che sono a Roma il 17 aprile 2010, a Milano il 19 e a Firenze il 27, saranno accompagnati dall'Orchestra Mistici dell'Occidente, con archi, fiati, percussioni e coro maschile. Poi ritorna la band. Per una estate mistica.