di Marco Agustoni

A mala pena ventenni eppure già con le idee chiare, i Blind Fool Love si erano fatti conoscere l’anno scorso tra i più giovani con il singolo Vampiro, il cui video era stato cliccatissimo su YouTube. Ora tornano alla carica con Saranno giorni, a breve in rotazione, in cui recuperano lo stesso gusto per i suoni dark e per l’immaginario gotico che contraddistinguevano il precedente brano. Ce ne ha parlato Scary, cantante e chitarrista della band.

Partiamo dal vostro nome: è vero che si tratta di una citazione di Shakespeare?

È una citazione di un versetto di Shakespeare, in effetti. Mentre lo leggevamo in classe ci è venuto in mente di sceglierlo come nome per il gruppo, dato che aveva un significato importante, ovvero “cieco folle amore”. E visto che i testi che scrivo parlano quasi sempre d’amore ci sembrava che fosse adatto.

La vostra musica e il vostro look sono permeati da un forte immaginario gotico…

Fondamentalmente il nostro look rispecchia ciò di cui parlano le canzoni, che anche se parlano d’amore hanno comunque sempre qualcosa di tenebroso. Questo viene fuori dalla mia passione per ciò che è oscuro, per il dark… Gli artisti a cui ci ispiriamo del resto vengono dagli anni in cui è nata la musica dark.

E quali sono questi vostri punti di riferimento musicale, nello specifico?
Per quanto riguarda la musica sono tutti gruppi esteri, non italiani, perché il nostro non è un sound italiano. Sono i Doors, i Guns’n’Roses, i Metallica, i Pantera… Per quanto riguarda i testi invece mi ispiro al cantautorato italiano, De André, Battiato, Endrigo…

Come conciliate questi due stimoli piuttosto diversi?
Si legano bene perché comunque sia i testi di un De André erano molto “metal”, nel senso che erano molto duri, quindi si sposano anche con una musica più pesante.

Cosa ci potete dire del vostro nuovo singolo?
Saranno giorni è sempre una storia d’amore, un amore che sta finendo paragonato agli eventi della natura, come ad esempio le stagioni. Parliamo degli alberi che perdono le foglie d’autunno, di una rosa che appassisce…

L’altro vostro singolo, Vampiro, fa pensare spontaneamente a Twilight: c’è un legame?

Il legame coi vampiri di Twilight è nullo, perché quando ho scritto il testo non era neanche uscito il film… era il 2005, 2006. Abbiamo deciso di farlo uscire l’anno scorso perché ci sembrava una scelta intelligente, per percorrere l’onda dei vampiri, che andavano di moda. Ma i vampiri a cui ci siamo ispirati sono più quelli de La regina dei dannati, sono vampiri cattivi, nel vero senso del termine.

Avete autoprodotto i vostri primi due singoli, lei cura le grafiche della band: vi piace fare da voi…
Sì, tutto quel che riguarda la band è uscito da noi. È puro, non è annacquato dalle case discografiche.

Quando potremo ascoltare un vostro vero e proprio album?

L’album si spera di farlo al più presto, ma per ora dobbiamo ancora decidere. Penso però che entro la fine dell’estate cominceremo a registrare.

E per quanto riguarda la vostra attività dal vivo?
Abbiamo iniziato a muoverci e verso maggio dovremmo cominciare a fare le prime date.

Chiudiamo con una piccola provocazione: che sentimenti vi evoca il termine “emo”?
Il termine “emo” è sempre usato in malo modo, qui in Italia, perché la gente ne confonde il significato. Neanch’io lo conosco granché bene come movimento. Di sicuro non apparteniamo a questa etichetta, siamo molto spostati sull’hard rock, sul dark. Emo e Blind Fool Love sono due cose molto diverse…