di Fabrizio Basso

Una chitarra per amica. E tanti chilometri macinati. Senza la paura di dormire solo una manciata di minuti perché in fin dei conti i giri di do sono un po’ come il gerovital…un elisir di lunga vita. Ilaria Pastore è tutto questo, è una sorridente dose di energia in un mondo che poco ha da sorridere. Ha scelto anche di fare outing: si è proclamata cantautrice nella stagione in cui è considerata una categoria in estinzione. Il suo album, quello d’esordio, si intitola Nel mio disordine ed è un concetto che, diciamocelo, esercita un fascino speciale. Soprattutto quando, chiacchierando, si scopre che di disordinato non ha nulla tranne qualche pensiero. Ilaria Pastore è un piccolo miracolo della musica italiana. E' equilibrata nel suo cantautoreggiare: "Non sono una da centinaia di canzoni. Mi prendo il mio tempo. Anzi vivo il tempo come evoluzione. Si inizia a scrivere per bisogno di espressione personale, poi diventa racconto. Le mie liriche sono in parte autobiografiche ma esternano anche stati d’animo. Sono introspettiva con coraggio: racconto anche cose che fanno male ma con schiettezza. E sul finale traspare sempre uno spunto di ironia e consolazione. Le mie canzoni sono una pacca sulla spalla. La fiducia nella vita è fondamentale".

Coraggio dei propri pensieri. Si chiama così. Un concetto un po’ desueto ma vincente. Ilaria Pastore sa cogliere sfumature rare e sa leggere in controluce realtà che possiedono solo il contro. Altro che luce. Il cantautore, ad esempio: è una mosca bianca o siamo noi che condizionati da suoni omologati lo riteniamo fuori dal tempo? Ne escono eccome album di artisti-poeti capaci di dipingere con le parole. La Pastore sostiene che "i cantautori non sono mai spariti ma si muovono carsicamente e quindi è come non ci fossero. Io ho anche provato a impostare diversamente la mia scrittura ma mi snaturo. Sa qual è il mio pedrigrée? Dieci anni di live. E ci aggiungo che fare musica e diverso da fare spettacolo".

Solare, sorridente, ironica e auto-ironica Ilaria Pastore ha nel suo dna anche frequentazione metal. Non l’avremmo mai detto. Ma come il cantautorato anche lei ha una sua carsicità. E infatti la sua musica è l’onda che sfuma il grigio della battigia. E si sa che in un mondo che va a bianco e nero le sfumature sono il senso della vita. Ci ha detto una cosa bellissima Ilaria Pastore: "Fare musica è tornare a casa sfatti, sporchi e puzzolenti. E' avere davanti una persona o centomila". Chi ama la musica e crede che la musica sia una cosa seria, anche quando fa sorridere, ha una buona occasione per dimostrarlo: sostenere Ilaria Pastore e tutti quelli che come lei non hanno paura a credere nei propri sogni.

Ilaria Pastore dal vivo