di Camilla Sernagiotto

Partenza con il turbo per i Tokio Hotel, la band capitanata da Bill Kaulitz che ha iniziato il Welcome to Humanoid city tour infuocando ogni palco calcato.
Letteralmente, con fiammate a ritmo di musica durante i brani "Hey You" e "Darkside of The Sun" seguite da un pianoforte che fa il verso al celebre numero di Jerry Lee Lewis, prendendo fuoco mentre Tom Kaulitz accompagna la voce del fratello in "Zoom", e metaforicamente, incendiando i cuori del pubblico di under diciotto accorso per la seconda e ultima delle date italiane del tour.

Una scenografia futuristica d’effetto, con tanto fumo e abbastanza arrosto: un’Harley Davidson che compare sul palco sulle note del brano "Dogs", schermi in cui vengono proiettati in loop video con ambientazioni ultra realistiche da videogioco, una navicella spaziale a forma di uovo da cui escono loro, vestiti più o meno casual eccezion fatta per  Bill, che per l’occasione ha sfoggiato un vestito da dark angel appositamente disegnato dai gemelli Dean e Dan Caten.

Il duo creativo del marchio Dsquared2 ha attinto a piene mani al loro vecchio guardaroba glam rock, traendo ispirazione dallo Ziggy Stardust di David Bowie ma non solo: Bill sembra un mix tra Dave Gahan dei Depeche Mode e Brian Molko dei Placebo, almeno nel look darkettone, emaciato e decisamente umanoide.

Due gli appuntamenti italiani di questo tour, il primo al Palaottomatica di Roma l’11 aprile 2010 e il secondo il 12 al Forum di Assago a Milano (che finirà nel prossimo dvd live), pochi per le fan accanite, troppi per i loro genitori: buona parte del seguito della band è formato proprio da mamme e papà pronti a sacrificarsi per permettere ai figli di vedere in carne e ossa i personaggi dei poster attaccati alle loro camerette.
E quelli dei Tokio Hotel sono ormai diventati la tappezzeria ufficiale degli adolescenti di tutto il mondo.

Una scaletta che ha fatto cantare alla platea l’intero album “Humanoid”, l’ultima fatica discografica del gruppo uscita lo scorso ottobre. Seconda registrazione in inglese delle cinque della discografia della band, "Humanoid" è riuscito a consacrare il successo internazionale dei Tokio Hotel che, a discapito del nome, non sono un gruppo made in Japan ma quattro tedeschi purosangue che da nove anni suonano assieme, da cinque hanno debuttato con il primo singolo "Monsoon", da quattro cantano in inglese e si sono imposti sulla scena internazionale e, da sempre, fanno impazzire le ragazzine, prima loro conterranee, ora di tutto il mondo.