di Camilla Sernagiotto

Cosa hanno in comune un pezzo come Come Together dei Beatles, Wish You Were Here dei Pink Floyd e Opel di Syd Barrett?
Senza dubbio il fatto di essere entrati a pieno titolo nella storia della musica, ma non solo: tutti e tre fanno parte di album che hanno una qualità sonora unica al mondo.

O meglio: avevano.

Quelle sonorità che si potevano ottenere soltanto registrando presso i celeberrimi Abbey Road Studios di Londra, le stesse che hanno contribuito a determinare lo stile musicale anni '60 e '70, non sono più privilegio di pochi eletti: la qualità acustica degli studi di registrazione londinesi potrà infatti essere riprodotta grazie a un software acquistabile da chiunque, ad uso e consumo di chi intende avviare produzioni musicali sia 'domestiche' sia professionali.

Progettato dagli stessi ingegneri del suono delle sale di registrazione situate nell’omonima via di St John's Wood, la versione amatoriale del software potrà essere scaricata al costo di 220 sterline (mentre quella professionale sarà invece più costosa e complessa).

Si tratta del 'plug-in' RS124 che riproduce la qualità del compressore a valvola RS124 creato nel 1960 appositamente per Abbey Road dall'etichetta discografica EMI, tuttora proprietaria degli studi.

Sarà così possibile per gli appassionati riprodurre un effetto sonoro simile a quello delle produzioni del ventennio d’oro del rock ‘n’ roll senza recarsi necessariamente nello studio a nord di Londra, reso famoso dall’omonimo disco di Paul McCartney e soci, la cui copertina firmata da Ian McMillan immortala le mitiche strisce pedonali attraversate dai Fab Four all’ingresso.

Ma, contrariamente a quello che si pensa, gli Abbey Road Studios non furono esclusivamente il tempio della musica dei Beatles: tra i tantissimi musicisti che hanno varcato quella mitica soglia si ricordano i Queen, gli Spandau Ballet, i Simple Minds, i Deep Purple, i Pink Floyd e Syd Barrett in versione solista, Jeff Beck, The Police, gli U2, come anche i Muse, gli Oasis, i Radiohead, i Blur e The Killers.

Perfino tre nomi italiani hanno firmato il guest book del santuario del rock: Cesare Cremonini, che nel 2004 vi registrò il disco Maggese,  i Sonohra, il duo veronese che qui incise il secondo album, e il celebre compositore Ennio Morricone.