di Fabrizio Basso

Il genio c'è sempre. Anche quando è un genio turnista. Ovvero che non suona per sé ma suona per qualcun altro. In questo caso suona con A Toys Orchestra, forse il miglior gruppo italiano dell'ultimo lustro. Beh, Beatrice Antolini per ora se ne va in tour con loro. E si sente il suo contributo. Nata 27 anni fa a Macerata ma bolognese d'adozione, la Antolini ha due album all'attivo Big Saloon ma soprattutto A due, disco del 2008 che la imposta all'attenzione di critica e pubblico. Perché si suona tutti gli strumenti da sola. Geniale. E fantastica.

Lei si dice cittadina del mondo ma non le manca la sua Macerata?
Sono attaccata a quello che faccio. Le radici sono scuse per essere parte di un qualcosa.
Un po' come il fatto che suona tutti gli strumenti e non è radicata in uno solo.
Mi piace suonare e non appartengo a uno strumento. E' una questione di psicopatia.
Il suo primo approccio con la musica?
E' stato percussivo. Tipo il tamburello. La ritmica è primordiale. Anche il primo contatto con la tastiera è stato percussivo. Me la cavo anche con i fiati.
Le piace lavorare da sola?
Diciamo che nessuno rompe con questo metodo: è difficile spiegare cosa vuoi e come. Io sono per il buona la prima. Il disco è un artefatto e deve restare tale. Lo sviluppo è nel concerto che è più rock. Ho suonato anche con sette elementi.
Nuovo album in arrivo?
E' pronto da un po'. Stiamo valutando i tempi di uscita. Io alterno periodi bui ad altri che vado a doppia velocità. Sono meteropatica. A volte non si riesce a cogliere l'attimo. Decido io quando è il momento di scrivere. In passato ho scritto molto e, lo ammetto, vivo un po' di rendita. Volendo e potendo farei un disco a settimana.
Il nuovo disco lo farò sempre da sola?
Ci sarà qualche ospite. Mi basto abbastanza.
Dopo il successo di A due le aspetteative sono assai alte.
Lo so. Non mi aspettavo questo successo ma sapevo che sarebbe arrivato. Bisogna lavorare molto.
Come si vede tra 20 anni?
A fare i dischi in armonia e libertà. Non temo il tempo perché lo vivo. Ogni anno che passa è fonte di crescita. Non bisogna temere di invecchiare ma di non crescere.
Si vede come autrice?
Certo. Ho in archivio delle canzoni che io non farò ma gradirei interpretasse qualcun altro.
Si sente una predestinata?
Ho fatto molte cose nella mia vita, sapendo però che alla fine questo avrei fatto.

Piccola, guardinga, quasi sospettosa. Beatrice Antolini sembra che la vita la debba mordere. Ma è lei che azzanna. Con dolcezza. Con quegli occhi che sembrano una pallina da flipper impazzita. Con quel sorriso malandrino fa sospirare.

Beatrice Antolini in Funky Show