di Fabrizio Basso

Sarebbe troppo facile dire che lo manda Carmen Consoli. Ma soprattutto sarebbe ingiusto. Perché Fabio Abate, pur aprendo i concerti della cantantessa siciliana, ha una leggiadria musicale che attenta l'anima. Basta ascoltare il suo album Itinerario Precario. Anche quando affronta temi sociali riesce a far sorridere: "Mi piace indagare le pieghe dell'umanità ma poi chiudo con una risatina. Il Pagliaccio della mia canzone è il classico sbruffone che a fine serata si ritrova da solo, senza un amico né una donna". Un quadro socialmente drammatico, più frequente di si possa immaginare, ma che nella lettura di Abate diventa lieve. Non fa male: "Nelle mie liriche si incontrano personaggi che fan parte della mia vita e altri che invece sono inventati. Ad esempio Angela è l'idea del vero amore. Ho viaggiato molto, frequentato il teatro, mi viene spontaneo scrivere in modo poetico. Infatti mi piace il Teatro-Canzone".

L'incontro con Carmen Consoli è stato casuale. Pur vivendo a un chilometro di distanza non si sono mai frequentati fichè "un suo collaboratore mi ha ascoltato in concerto a Catania. Sono stato a casa sua e me lo ricorderò sempre: era per terra che cuciva un divano. Non si rassegnava a pensionarlo". La  collaborazione è iniziata in concreto col brano Senza farsi Male inserita nella colonna sonora di L'Uomo che Ama, pellicola di Maria Sole Tognazzi con Monica Bellucci e Pierfrancesco Favino. Ora ciò che più conta per Abate è . Passo passo verso la consapevolezza di poter usare le parole e la musica come un pittore usa la tavolozza e la tela.

Carmen Consoli e Fabio Abate in Senza Farsi Male