di Marco Agustoni

Sono passati tre anni da SuoNo Global - disco che segnava l’allontanamento di Roy Paci e dei suoi Aretuska dalle ritmiche ska e rocksteady degli esordi per instradarsi verso sonorità sempre più, per l’appunto, globali – e finalmente il trombettista siciliano torna con un nuovo album, Latinista, in uscita il 4 maggio. Un titolo programmatico che indica chiaramente le intenzioni di Roy e della sua band, che hanno scelto come base per registrare il disco il Brasile, e più precisamente l’isola di Morro de Sao Paulo, e che conferma la direzione intrapresa con il precedente lavoro. Tra i compagni di avventura del musicista, Lorenzo “Jovanotti” Cherubini, che canta nel singolo Bonjour Bahia, Caparezza, che con mr. Paci ha lavorato al testo di Nostress, e il frontman dei Gogol Bordello Eugene Hutz, ospite ne Il segreto. Ecco come  Roy Paci ha presentato il disco alla stampa.

Partiamo dal titolo, Latinista
Quest’anno ho festeggiato i miei trent’anni da musicista e per coincidenza è anche il trentennale dall’uscita del famoso album Sandinista dei Clash, a cui sono legato in maniera spasmodica perché ha segnato una svolta nella musica mondiale, da cui hanno preso personaggi come Manu Chao e i Mano Negra, o ancora Les Negresses Vertes e i Mau Mau. Quindi mi è piaciuto il gioco di parole Sandinista/Latinista e l’ho usato in quest’album. Inoltre sono ormai legato alle sonorità latine e ho suonato con tantissimi artisti di area ispanica…

Quanto vi hanno influenzato le atmosfere brasiliane nel corso della registrazione del disco?

In un posto come Morro o ci vai a oziare per mesi interi, perché c’è una rilassatezza tale che ti permette di pulire tutte le sporcizie interne dell’organismo, o ci vai a devastarti, perché c’è gente che ci va a fare feste tutte le notti. Io l’ho vissuto in maniera molto più sana e devo dire che ho rinfrancato lo spirito e ho avuto modo di riprendere un po’ le idee che nel corso del tour precedente avevo già tirato fuori. Il territorio bahiano ti porta spontaneamente verso atmosfere colorate, allegre, ma anche romantiche.

Nel singolo Bonjour Bahia, la sua voce e quella di Jovanotti quasi si confondono…
Lorenzo ha scritto gran parte del testo, quindi è venuto spontaneo cantarla con lui la canzone. Non so come mai… già ero imitatore di Vinicio Capossela, ora è venuto fuori anche Jovanotti. (ride) Forse oltre a essere tagliato sulla tonalità che Jova il più delle volte utilizza, il brano è anche nel suo tipico stile di scrittura. Con Lorenzo comunuque ho lavorato benissimo, anche perché quel che avevo scritto io del testo di Bonjour Bahia non mi piaceva.

Le altre collaborazioni del disco come sono nate?

Per quanto riguarda Nostress, io avevo scritto il brano in spagnolo e Michele (ndr: Caparezza) ha fatto una sorta di adattamento in italiano. In spagnolo io parlo di un personaggio che si alza stressato la mattina e impazzisce nel traffico senza riuscire a stare dietro ai ritmi della vita quotidiana. Invece in italiano con Capa abbiamo cercato di fare una cosa più ambigua e divertente giocando sul concetto spagnolo di “Nos tres”, che significa “noi tre”, sui giochi a tre e questo genere di cose. Poi c’è Il segreto con Eugene Hutz, che è una canzone folle, perché anche solo per decifrare quel che lui voleva esprimere in ucraino ho fatto una grande fatica, ma è stato molto divertente. Gli altri testi li ho scritti tutti io e per alcune parti sono stato coadiuvato da questo nuovo rapper che ho tirato dentro nel gruppo, che si chiama Anansi e che stiamo tenendo d’occhio con la nostra Etnagigante Ingegni.

Il disco ha un artwork molto particolare…
Le illustrazioni sono di un grande artista barceloneta, Sergio Mora, un personaggio eccentrico che collabora con personaggi del meticciato musicale come Muchachito Bombo Infierno e i Macaco, con cui anch’io ho lavorato. Vi invito a vedere il suo sito perché è veramente un mondo a parte. Poi hanno trovato questo suo disegno che a detta di molti mi somiglia e l’abbiamo sbattuto in copertina.

Per il futuro ha in mente altre collaborazioni in tv sullo stile di quella con Zelig?
Quest’anno Zelig non l’ho fatto, anche se magari avremmo potuto, facendo i salti mortali. Lo dico con molta schiettezza, tre stagioni sono già tante e non volevo fare la fine di quello che diventa “il tizio di Zelig”. Quindi di comune accordo, perché i rapporti sono buonissimi, abbiamo deciso di lasciare stare. Però se ci fosse qualche bel progetto non lo disdegnerei. Non mi spiacerebbe anche essere coinvolto come attore in un film, cosa che fra l’altro è in ballo ora, ma sono tutte cose che vengono dopo la musica.

Presenterete l’album durante il concerto del 1° Maggio: con che spirito salirete sul palco?

A me non è mai interessato il 1° Maggio come vetrina, perché avrei potuto fare altre cose con molta più visibilità, e invece ho fatto solo cose che mi piacciono. Quella del 1° Maggio sarà tra l’altro un’occasione per rivedere Vinicio Capossela, con cui sul palco succederà di sicuro qualcosa, anche se ancora non sappiamo cosa. Dopodiché il 5 maggio partiremo col tour vero e proprio, da Enna.

È uscito il disco dei Mondo Cane (ndr: progetto a cui aveva preso parte anche Roy Paci, in cui l’ex frontman dei Faith No More ricantava brani classici della canzone italiana) di Mike Patton, che verrà in tour in Italia a breve: sarà presente anche lei?
No, non ci sarò perché Mike ha deciso di girare con un organico ristretto. Tra l’altro, inizialmente non sapevo neanche che fosse uscito il disco: è venuto fuori a mia insaputa, della serie “Non ti preoccupare…”. Mike Patton è peggio dei siciliani! (ride) Parlando di altri progetti, invece, sto finendo di lavorare alla colonna sonora di un film ambientato nelle saline di Marsala, in Sicilia, intitolato Ristabbanna.