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di Fabrizio Basso


Un ingresso in corsa ma decisivo. I Giobia arrivano dagli anni Novanta e hanno attraversato sereni il primo decennio del terzo millennio. Ora con l'album Hard Stories allunga il passo sull'universo indie con una musica sempre più personale ed estrema. Dove le influenze di fine anni Sessanta si sentono ma non sono ricollegabili a nessuna band di quella stagione. I Giobia sono un marchio di fabbrica. Con una sfumatura rosa che si chiama Saffo Fontana, violino e tastiere. Gli altri Giobia sono Stefano e Paolo Basurto e Stefano Betta.

Una folgorazione tra lei e i Giobia.
E' la mia prima esperienza in una band. Sono arrivata come violinista e poi mi sono appassionata agli organi anni Sessanta, tipo Tiger, Farfisa e Vox Continental.
Come nascono i vostri brani?
C'è una idea di base, spesso un riff di chitarra e da lì inizia la costruzone in sala prove. Hard Stories contiene 9 canzoni ma altre ne sono rimaste fuori. Non buttiamo via nulla ma se una canzone non la sentiamo nostra non forziamo la mano. Vogliamo che sia un suono riconoscibile.
Utilizzate i live per testare brani?
Siamo molto interessati alle reazioni del pubblico.
Che tipo di live state approntando?
Intanto per i concerti riarrangiamo molto. Ora siamo proiettati sull'inverno con concerto più acustico che però non tradirà la nostra vena elettronica.
La sua passione per il violino?
Ho studiato musica classica privatamente. Gli organi li ho scoperti con i Giobia.
Siete una band affiatata?
Molto. Per me è una seconda famiglia. Siamo legati umanamente anche se lo scontro dialettico è comunque inevitabile.
Lei fa parte di un crescente esercito di donne che si insinua in gruppi maschili.
Ci stiamo imponendo. La donna nella musica si sta creando una nuova immagine anche se rimangono dei pregiudizi. Certo la mentalità borghese va ancora combattuta ma ci sono più opportunità per noi donne. Con i Giobia lavorano anche Francesca Saracino, che scrive i testi, e Betta Bosina che è la fonica.
Che fa oltre a suonare con i Giobia?
Pratico musicoterapia: ruoli diversi ma conciliabili.
Certo che foste una cover band sarebbe tutto più semplice.
Si guadagnerebbe qualcosa in più. Ma a noi sta bene così. Non ci limitiamo a suonare ma montiamo e smontiamo il palco. Come orari si sta meglio in fabbrica. Ma i nostri sforzi sono ripagati.

I Giobia in Un Posto al Sole