Fabrizio Basso

UDINE - E’ la dolce notte nonostante il rock sia ruvido, abrasivo. Gli Ac/Dc, quarant’anni (quasi) e non sentirli scaldano il Nordest, la Slovenia, l’Austria e anche la Pianura Padana e oltre con il solo concerto italiano del “Black Ice Tour”.
Lo avevano promesso nel marzo 2009 che sarebbero tornati: due date al Forum di Assago non sono state sufficienti ad accontentare tutti i “diavoletti” d’Italia. E stavolta si sono presi uno stadio. Quello di Udine.
Biglietti sciroppati in un attimo e spalti gremiti fin dal pomeriggio. Una attesa paziente ma irrequieta. Intramezzata da due preludi: Maurizio Solieri con le sue virtuose chitarre rock e poi le Vibrazioni, queste ultime più forti dei fischi: grintosi, energici hanno dimostrato che anche in Italia il rock ha un’anima e un impeto. Per conquistare il pubblico hanno giocato il jolly: hanno invitato sul palco Pino Scotto e hanno fatto un omaggio a Ronnie James Dio.
Poi, alle 21.30 eccoli Angus e Malcom Young, Brian Johnson, Phil Rudd e Cliff Williams. Il treno inizia il suo viaggio verso l’infermo in una sequenza di immagini tra motrici, strade ferrate e cartoon audaci e demoniaci. Di fronte allo schermo un pullulare di cornine rosse e quando la locomotiva si schianta…fuochi artificiali e parte il viaggio sul Rock ‘N Roll Train. Angus Young è già nel corridoi che fende il suo popolo.

Tutti in piedi. Anche chi è in tribuna. D’altra parte sono una macchina da 250 milioni di dischi venduti, cifra incrementata dal recente Iron Man 2 film sbanca-botteghino del quale hanno curato la colonna sonora. Si giocano subito, è la terza in scaletta, il moloch Back in Black, dall’omonimo album capolavoro del 1980. Phil Rudd non rinuncia alla sigaretta pendula: è il solo che ha vissuto due stagioni con gli Ac/Dc, dal 1975 al 1983 per poi tornare, con i suoi bicipiti robusti come gli stantuffi di un treno, nel 1994. E’ uno sfarfallio ininterrotto di braccia agitate lo show e Angus Young sembra andargli incontro imbracciando la chitarra come una mitraglietta, sembra un veterano di Platoon. E’ gotico l’avvio di Thunderstruck, il palco si tinge di un azzurro fluorescente: da un istante all’altro ci si aspetterebbe che gli spirti del bene e del male si affrontino sotto il cielo nero del rock. E infatti nel cuore del prato si accende un fumogeno che odora di malebolge. Gli angeli le telecamere li scovano tra il pubblico: inquadrano ragazze belle e sorridenti… Brian Johnson urla “Babies” e Angus Young fa lo streaptease accompagnato dall’ululato dei 47mila paganti: la canzone della lussuria Ac/Dc, che tocca l’apice quando Angus mostra i glutei sponsorizzati dai boxer della band, è The Jack. Dall’alto cala una campana, rintocca ed è Hells Bells. Seguita da Shoot to Thrill, che è anche il brano che apre il cd Iron Man 2. Ci si avvia verso il finale: è un terremoto You Shook me All Night Long: le energie dei 47mila sembrano inesauribili, gli altoparlanti vomitano watt che accarezzano… e la gente salta, balla. E’ una festa. E’ una deflagrazione T.N.T. e lo stadio diventa una arena. I gladiatori Ac/Dc hanno conquistato il loro Colosseo. Sono gli imperatori di un popolo che li segue da ormai quattro decenni.

Chi invecchia non molla e i giovani sono sempre più numerosi in questo caravanserraglio dell’hard-heavy. La giunonica, ubertosa Rosie è un pupazzo boteriano che balla nella sua ballata, Whole Lotta Rosie: è una matrona con un seno enorme sciacciato in un reggiseno psichedelico, è la maggiore delle maggiorate del rock. 
Ha un finale lungo Let There Be Rock che porta Angus Young in mezzo alla folla: è il suo momento virtuosistico, è solo sul palco, è il condottiero che raccoglie l’ovazione dei sudditi. Fedeli nei secoli.

Ecco che un cilindro si stacca dal palco e lo sopraeleva: ora è su un piedistallo meccanico dove si sdraia e continua a suonare, tutto intorno una pioggia di coriandoli che resta sospesa nell’aria e filtrata dalle luci pare una neve fuori stagione. Circense. Finisce qui. Anzi finirebbe perché, dopo una serie di stridenti ma entusiasmanti a soli di Angus Young, c’è ancora il tempo per Highway to Hell (poteva mancare?) e For Those about to Rock.
Il popolo del Ac/Dc si perde, lentamente e appagato nella notte. Le strade sono un serpentone di auto e tante cornine luccicano negli abitacoli. E’ stato, quello degli Ac/Dc, il primo concerto di una lunga serie che riempirà l’estate del Friuli Venezia Giulia. Un trend iniziato lo scorso anno con i Coldplay e che porta sui palchi della regione grandi nomi quali, tra gli altri, Alice Cooper, Giovanni Allevi, Malika Ayane, Elio e Le Storie Tese, Iggy & the Stooges, Iron Maiden, Placebo, Mika, Litfiba, Motorhead, Paolo Nutini, J Ax e Baustelle. Ma tutti arrivano dopo l’autostrada per l’inferno.

La scaletta del concerto

Rock N’ Roll TRain
Hell Ain’t a Bad Placet o Be
Back in BLack
Big Jack
Dirty Deeds Done Dirt Cheap
Shot Down in Flames
Thunderstruck
Black Ice
The Jack
Hells Bells
Shoot to Thrill
War Machine
High Voltage
You Shook me All Night Long
T.N.T.
Whole Lotta Rosie
Let There be Rock

Highway to Hell
For Those about to Rock