di Marco Agustoni

Inizi anni novanta, l'hip hop italiano stava vivendo la sua prima stagione felice. Da una parte Neffa con i Sangue Misto prima e con i suoi Messaggeri della dopa poi gettava i semi di un rap ricercato, dall'altro J Ax in duo con Dj Jad negli Articolo 31 dava voce alle istanze più disimpegnate e caciarone della scena. Ai tempi gli mc si prendevano piuttosto sul serio, e così i due non potevano che odiarsi. Ora ognuno dei due ha intrapreso il proprio cammino musicale, allontanandosi da quelle radici hip hop senza però mai abbandonarle del tutto, e a distanza di anni Neffa e J Ax hanno cominiciato a guardare con più distacco a quelle antiche faide. Fino a decidere che, tutto sommato, una collaborazione era possibile: ecco così nascere il progetto Due di Picche, da cui deriva l'album C'eravamo tanto odiati, nei negozi dal primo giugno, preceduto dal singolo Faccia come il cuore. Ecco come ne hanno parlato Neffa e J Ax, in arte Johnny e Willy di Picche.

Partiamo proprio dal singolo, destinato a far discutere alcuni dei vostri fan...
J Ax: È stato un modo per prendere per il culo i tormentoni. Ma è un pezzo che non è bello solo come parodia, ma anche di per sé.
Neffa: Finché non ci sarà un referendum in merito, sarà legale fare un pezzo trash. Si fa più caso a quel che fanno due scemi in blue jeans che a quello che fanno i ministri... In ogni caso, l'opportunità di fare questo pezzo me l'ha data Ax: lo avevo scritto alcuni anni fa e forse lo avrei tenuto lì nel cassetto per sempre, poi invece gliel'ho fatto sentire e lui è impazzito. Ho sentito il suo rap per il pezzo ed era perfetto, ne aveva capito subito il senso.

Come è nata questa collaborazione dopo l'astio di un tempo?
Neffa: Ai tempi c'era molta più spocchia... Da una parte loro [nda: gli Articolo 31 e i loro amici] vedevano noi che facevamo gli stilosi, dall'altra noi [nda: i Sangue Misto] cercavamo un'alternativa espressiva e il loro stile terra terra ci puzzava di qualunquismo.
J Ax: Negli anni in cui ci odiavamo, un po' di onestà in più avrebbe risolto i conflitti.
Neffa: Dopo un po' di anni, invece, ci siamo ritrovati per un paio di cose di lavoro e nel frattempo ci eravamo guardati da lontano. Non avrei fatto questo disco se avessi visto che Ax era uno che cerca di piacere a ogni costo. Invece è uno che si appassiona per quello che fa.

Ci sarà un seguito a questo disco insieme?
J Ax: Tranquilliziamo i nostri fan: non è che abbiamo finito con la nostra roba solista, io ad esempio entro la fine dell'anno conto di uscire col mio disco nuovo. Ci siamo semplicemente incontrati l'estate scorsa e abbiamo visto che avevamo un periodo libero, e non so quando questo riaccadrà di nuovo.
Neffa: Alcuni dei fan miei e suoi hanno apprezzato quel che stiamo facendo assieme, altri invece sono preoccupati. Noi ci siamo detti semplicemente che volevamo fare un disco e con questo cd abbiamo chiuso il ciclo. Poi si vedrà...

Cosa pensate che sia rimasto della vecchia scuola dell'hip hop italiano di cui facevate parte, nel rap italiano di oggi?
Neffa: Solo Kaos è sopravvissuto. È tutto quanto molto cambiato. Ai miei tempi se qualcuno avesse proposto certe rime nei posti dove rappavo io si sarebbe preso gli schiaffi. Non voglio dire che sia cambiato in peggio, però il rap si è evoluto con la società in una certa direzione.
J Ax: Secondo me la scena hip hop italiana invece è diventata più matura. Penso che ragazzi come i Dogo o Marracash siano stati bravi a costruirsi una struttura e a collaborare tra di loro. E fanno bene a non fregarsene troppo dei giudizi altrui.
Neffa: Forse adesso il rap è come il metal negli anni '90: non è più rivoluzionario, ma reazionario, segue degli schemi.
J Ax: Per me essere reazionario va bene.
Neffa: A me invece fa schifo... [ridono]

Eccoli qui, i fratelli di certo non gemelli di Picche, ognuno con le proprie, differenti opinioni. Potrete ascoltare quel che hanno da dire nel loro disco C'eravamo tanto odiati, ma nel frattempo eccovi un assaggio della loro musica con i video di Faccia come il cuore e La ballata dei Picche.