di Fabrizio Basso

Un libro e un paio di dischi già pronti. Questo è Massimo Zamboni, vulcanologo della parola. Da poco uscito con L'Estinzione di un Colloquio Amoroso sarebbe già pronto con i suoi eredi. Ma bisogna pazientare. Per la prima volta affronta il tema dell'amore: "Sono trent'anni che scrivo canzoni ma su questo argomento ho sempre avuto un certo timore forse perché ci sentiamo depredati dalla possibilità di parlarne. C'è una invasione di ciarpame e voglio crede che sia qualcosa di più del binomio cuore-amore". L'album è solo cinque canzoni ma è accompagnato da un libricino articolato e profondo perché Zamboni ha, in questo caso, preferito privilegiare le parole. Resta il fatto che in cinque canzoni potrebbe avere esaurito l'argomento. Quando un amore finisce "si può ripartire o spegnersi su stessi. La sconfitta e l'inermità atterriscono. Ci sono interi popoli che da una sconfitta non si sono mai ripresi, altri che rinascono più forti. Credo che il nostro mito sia un po' Beep Beep: ogni volta viene sconfitto e il fotogramma dopo riparte con ancora più energia"

C'è ancora qualche filamento di punk. Ma è differente dall'idea di punk che alberga in noi: "Non è più quello di pensiero e azione. Adesso sono anche da solo e dunque privilegio la complessità all'immediatezza. Lavorare da solo mi concede una libertà impagabile perché posso seguire la mia schizofrenia: da solo puoi approfondire gli argomenti mentre con gli altri sovente bisogna addivenire a mediazioni".

Ex di CSI e CCCP, Massimo Zamboni guarda al passato con disincantata nostalgia: "Prendiamo i Rolling Stones: li amiamo per le loro rughe di oggi e le canzoni di trent'anni fa. Se oggi esistessero ancora i CCCP non gli si potrebbe chiedere la stesa forza di penetrazione degli albori. Gli Stones non sanno raccontare loro vecchaia, la descrivono le rughe. Io credo di avere trovato l'alfabeto per narrare il mio invecchiamento".

Dal vivo Zamboni oltre alle sue tappe da solista porta alcuni brani del passato, canzoni che "hanno perso fragore ma hanno conquistato spessore nella loro sottrazione di elementi: la canzone la vedo come un elemento liquido che non si può cristallizzare. Io nasco ragionatore e finisco istintivo. Ma riconosco che la creatività è istinto: va colta e fermata, poi ci si ragiona. Ho iniziato a cantare a 50 anni per cui se sono un ex lo sono di me stesso, non di CSI o CCCP". E adesso questo ex di se medesimo se ne va in tour con Nada aspettando di farlo da solo. Più presto possibile.

Massimo Zamboni in Sorella Sconfitta