di Marco Agustoni

Enrico Nigiotti ha partecipato ad Amici 9, dove si è guadagnato le simpatie del pubblico, e  come molti altri adepti di Maria De Filippi dopo l'esperienza televisiva ha pubblicato il suo omonimo EP di esordio, in cui collabora con Tricarico e Gianluca Grignani. Ma nonostante il successo sia arrivato grazie alle sue performance canore, il giovane si sente innanzitutto un chitarrista e non fa nulla per nascondere questa sua inclinazione. Ecco l'intervista e il backstage del suo video Libera nel mondo.

Nel suo EP sono incluse due canzoni scritte rispettivamente da Tricarico e Gianluca Grignani: come sono nate queste collaborazioni?
Io sono cantautore, quindi bene o male per me era un'esperienza nuova cantare pezzi di altri. Queste due collaborazioni non sono state cercate, ma mi sono stati proposti i brani e mi sono piaciuti, quindi ora ne sono molto fiero e soddisfatto. È una bella soddisfazione che persone di quel calibro si interessino di te. Oltre che a livello melodico, mi sono piaciuti molto anche i testi. Penso che come esperienza mi abbia fatto maturare, perché mi ha fatto vedere meglio com'è strutturata una canzone pop.

Cosa ha voluto metterci, in questo disco?
Non ci sono molte cose nuove, ci sono brani anche di due o tre anni fa. È una sorta di chiusura col passato e un nuovo inizio, una sorta di assaggio di quello che ho fatto.

Sorge spontanea la domanda: e adesso?

Per ora non sto ancora lavorando a un disco, anche se continuo a scrivere e quindi spero che non tardi ad arrivare. Per ora mi godo questo EP, sperando che valga il detto “Chi va piano va sano e va lontano”.

Passiamo ad Amici
: cosa le ha lasciato questa esperienza e quali sono stati i momenti più felici e quelli più difficili?
Mi ha lasciato un bel ricordo... è un'esperienza che è durata sei mesi e mi ha permesso di fare conoscenze, sia di artisti che non, e di capire i ritmi e i meccanismi dell'ambiente televisivo. Tra le cose belle, ci sono l'umanità e le amicizie che ho trovato. Quelle meno belle, magari le critiche, alle volte un po' troppo esuberanti, e un po' il fatto che mi sentivo in una gabbia dorata, perché eravamo rinchiusi in una casetta da cui non puoi uscire e io questa situazione l'ho sentita molto, perché sono uno spirito libero. Ma del resto è il programma che lo richiede e poi gli autori e la stessa Maria mi hanno sempre ascoltato e seguito.

Tra i suoi modelli musicali cita artisti come Eric Clapton, BB King, Steve Ray Vaughan...
Adoro Hendrix, ma per me Steve Ray Vaughan è il dio della chitarra. Io nasco come chitarrista e solo verso i diciannove anni ho cominciato a cantare, ma la mia vera passione rimane la chitarra.

Quindi ancora oggi si sente più chitarrista che cantante?

Mi sento un chitarrista che scrive le canzoni e le canta. Se mi dovessero togliere o la voce o la chitarra, farei a meno della voce...

Se potesse scegliere un cantante o un musicista con cui collaborare in un disco futuro, chi chiamerebbe?
Io sono cresciuto col blues, ma anche con il cantautorato italiano. Io sono innamorato di Luigi Tenco, ma purtroppo non c'è più. Quindi direi che mi piacerebbe fare qualcosa con Eugenio Finardi e Bobo Rondelli, più per soddisfazione artistica che per una valutazione commerciale.

Lei sta portando in giro le canzoni dell'EP in un tour acustico...

Sì, mi piace molto suonare dal vivo. Devo dire che per suonare preferisco posti come pub e locali, più che i concerti all'aperto nelle piazze o nei centri commerciali. Preferisco situazioni più intime, dove senti il contatto delle persone. Ho suonato alle Scimmie a Milano un po' di tempo fa e mi è piaciuto perché nessuno seguiva Amici ed erano lì solo per la musica.