di Fabrizio Basso

La Scala del calcio si inchina ai Muse. Un concerto rock di rara intensità. Uno stadio in piedi ad applaudire i nuovi paladini del rock. Arrivano dall’Inghilterra e si chiamano….. Il loro ultimo album è The resistance. Ma l'8 giugno 2010, la resistenza è stata fatta non solo sul palco ma anche sugli spalti. E poi all'after show della Free Event . Uno stadio in delirio per una band raffinata, che ha nel suo dna le influenze più impensate. Come ci hanno raccontanto, a poche ore dal concerto, nei loro camerini allestiti nel ventre dello stadio.

Nel vostro repertorio c’è The house of the rising sun, canzone interpretata tra gli altri da Jimi Hendrix, Eric Burdon e Nina Simone: un capolavoro del blues.
Tutto il grande rock viene dal blues. Questa canzone non fa parte delle nostre radici più profonde, la nostra versione è più semplice.
A chi vi ispirate?
Ai Rage Against The Machine. Loro ci hanno messo un riff blues.
Eppure di solito sono poco blues.
Non ho mai visto gente pazza come ai loro concerti. Hanno influenzato non solo noi ma il rock in generale. Sono semplici ma potenti. Sono la parte dura dei Muse.
Il palco sembra un condomino avveniristico. Una gigantesca V con finestre quadrate e luminescenti.
E’ una costruzione che manda effetti tridimensionali. Una scenografia così può essere manipolata. Nel corso del concerto cambia e diventa più oggetti. Ma prima di tutto deve sembrare un edificio.
E poi c’è l’Ufo che scende sulla gente.
Arriva da dietro e scende fino a sfiorare la gente sul prato. La fantascienza ci ha molto influenzato.
Fantascientifiche anche le sfere sulle gradinate.
Vero. Quello ce le ha ispirate The Prisoner, un telefilm degli anni Sessanta.
In passato avete lavorato spesso a Milano.
Ci piace il clima di qui. C’è rilassatezza, nessuno ti mette fretta. E poi qui si può sperimentare.
Ma il rock italiano non è molto sperimentale. E’ classico e accorpato per stagioni.
Anche in Inghilterra la cultura pop è vecchia. Però a essere troppo originali si rischia che il pubblico non capisca.
In The Resistance c’è anche un po’ di Giacomo Puccini.
La musica classica è spesso più moderna del pop anni Sessanta e Settanta.
Poco prima dell’epilogo del concerto omaggiate Ennio Morricone.
Gli prendiamo qualche secondo de L’uomo dell’Armonica che era nella colonna sonora di C’era una volta il West. Morricone è un altro che ci ha molto influenzati.
Siete una delle band più famose al mondo.
Siamo fortunati. Ci piace suonare e i nostri litigi sfociano in accordi.
A Milano alcuni cittadini lottano per tenere la musica lontana da San Siro: troppo rumore.
Per poche sere l’anno si possono sacrificare o andare a vivere altrove. Il rock è rumore.

E allora evviva il rumore. E loro, aspettando di rumoreggiare con gli strumenti, sapete che hanno fatto: chi in bici, chi a piedi, chi fumando la pipa e chi guardando gli spalti ancora deserti, hanno raggiunto il centro del campo e hanno iniziato a palleggiare. Perché prima che il rock lo invada uno stadio è fatto per praticare la sfera.

I Muse sono protagonisti anche su Live!: guarda sulla Guida Tv la programmazione.