di Fabrizio Basso

Questa volta i dARI partono In Testa. Perchè è lì che vogliono colpire. Stanchi di essere un gruppo emo che piace agli adolescenti, hanno cambiato registro, musica e parole per una sfida impegnativa ma avvincente: convincere anche gli adulti ad ascoltarli. La condivisione è un'altra cosa ma la ascolto è un atto dovuto. Soprattutto nei confronti di un gruppo che è maturato molto.

Insomma cercate una maggiore considerazione.
Le cose importanti della vita vengono messe in coda. Inizialmente non vengono considerate. Vuole un esempio?
Certo.
Ci siamo colorati i capelli e tutti lo hanno notato. Ma è l'involucro. Troppe volte la gente si ferma lì.
In Testa è un album diverso rispetto ai precedenti: come lo proporrete dal vivo?
E' vero, abbimo sperimentato molto. Dal vivo cercheremo di preservare l'aspetto elettronico, di evidenziare ogni singolo strumento. Ricordiamoci che arriviamo dai Garage non dai talent show. Sarà molto suonato ed essendo per ora in tre (Cadio è impegnato con Mtv, ndr) puntiamo sul power trio molto punk-rock.
Sembrate molto soddisfatti.
Ci sentiamo più band. Ci sono sempre la musica elettronica e un po' di disco ma suonati da una band.
Temerari!
Bisogna osare e sperimentare. Vince chi osa. Troppo facile essere inquadrati e seguire gli standard abituali. Ma non è il massimo essere fotocopie di se stessi.
Però cantate molte canzoni d'amore: è uno standard.
Ma come le facciamo noi in Italia non le fa nessuno. Noi raccontiamo in modo originale i lati oscuri dei sentimenti.
Scopriamo il lato concettuale dei dARI.
Siamo stati fraintesi con Vale: vogliamo essere ascoltati. Non capiti ma ascoltati. Oggi si vive in una costante frenesia che fa dimenticare i sogni. Il sistema assorbe tutte le energie.
Pare di capire che non amiate i talent show.
I ragazzi che ci partecipano sono anche bravi ma è il sistema che è sbagliato. Chi esce da lì ha spesso la faccia triste perché sa che il suo tempo sta per finire e che qualcun altro prenderà il suo posto nel cuore della gente.
Voi siete immuni da questo rischio.
Noi se dobbiamo affondare lo facciamo con le nostre scelte. Loro sono artisti a metà.
La forza della televisione.
E' una grande spinta. Ma oggi la meritocrazia la assicura solo internet perché consente una libera scelta.

I dARI sono realmente cresciuti. Ascoltare In Testa e capirete che se la musica è una questione di pancia, le parole nascono un po' più in su. Non due metri sopra il cielo. Lì svaporano. Basta fermarsi dove nascono tuttte le nostre azioni. Pratiche e intellettive. Li, in questa stagione, alloggiano i dARI. Dove non esistono i compromessi.