di Camilla Sernagiotto

Le pietre miliari del grunge sono tornate e portano con sé un dono degno dei Re Magi: Black Gives Way to Blue, ossia l’ultimo capolavoro degli Alice in Chains.

Uscito nel settembre 2009, si tratta del quarto album in studio della band (pubblicato a ben quattordici anni di distanza dal terzo, Alice in Chains del 1995), nonché del primo che vede alla voce William DuVall al posto del mitico frontman scomparso prematuramente, Layne Staley.

E dopo una pausa di riflessione durata troppo, eccoli di nuovo a calcare i palchi di tutto il mondo, con tre capatine italiane annesse per la gioia dei fan nostrani: il 9 giugno a Torino, il 10 a Roma e l’11 a Padova.

Un tour intenso che li terrà impegnati fino al 16 ottobre 2010, data in cui si esibiranno con un finale col botto a Las Vegas, dopo aver toccato più di 30 città tra Europa e Stati Uniti.
Austria, Norvegia, Spagna, Portogallo, e poi Illinois, Ontario, New Jersey, Colorado, fino ad arrivare a suonare in casa, da dove tutto nacque: Seattle, una sorta di marchio di fabbrica del grunge.

Situata a poche miglia di distanza da quella Aberdeen resa famosa dai Nirvana, la città natale degli Alice in Chains ha visto crescere sotto il suo cielo altri due nomi  basilari della scena grunge, ossia i Pearl Jam e i Soundgarden.

Dunque uno dei gruppi grunge DOC nel vero senso dell’acronimo…

Abbiamo intervistato per voi Jerry Cantrell, chitarrista e secondo cantante degli Alice in Chains a cui si deve sia la fondazione della band nell’87 assieme a Layne Staley sia la reunion 21 anni dopo.

INTERVISTA A JERRY CANTRELL di Fabrizio Basso e Camilla Sernagiotto

Come vi stanno accogliendo i fan durante questo tour?
L’entusiasmo del pubblico è incredibile, la loro reazione ad ogni nostro pezzo aumenta la nostra carica sul palco! E devo dire che i fan italiani ci stanno riservando un’accoglienza eccezionale: a Torino erano elettrizzati ed elettrizzanti!

Il pubblico preferisce i pezzi vecchi o quelli del vostro ultimo album?
I gusti sono vari… sicuramente apprezzano brani come Nutshell, No Excuses, Rooster o Love, Hate, Love, insomma, i nostri vecchi cavalli di battaglia, eppure piace molto anche Black Gives Way to Blue: Private Hell, A Looking in View e Check My Brain sono le più amate. Per quanto riguarda i pezzi vecchi, cerchiamo sempre di accontentare il nostro pubblico, ovviamente nel limite del possibile e variando la scaletta ad ogni concerto.

All’inizio molti dei vostri fan più accaniti si sono dimostrati alquanto critici alla notizia di un nuovo album, eppure siete riusciti a vincere il loro scetticismo non appena hanno ascoltato il disco: eravate sicuri che sarebbe piaciuto oppure no?
Un po’ di paura ce l’hai sempre, ma l’importante è credere in quello che stai facendo e andare fino in fondo. Eravamo certi che l’album fosse un buon album e alla fine non abbiamo deluso le aspettative del nostro pubblico, che per noi è la cosa più importante. Siamo molto soddisfatti, anche perché ciò significa che abbiamo speso bene tutte le notti trascorse a scrivere i nuovi brani e a provare!

Siete d’accordo con chi ritiene Dirt il vostro capolavoro?
Senza dubbio Dirt è uno dei migliori album della nostra discografia, devo ammetterlo, anche se in fondo io sono soddisfatto di ogni disco che abbiamo fatto…

La vostra carriera è costellata da diverse colonne sonore per film: il processo creativo per comporre un brano che farà da accompagnamento cinematografico è diverso da quello che porta alla realizzazione di una normale canzone?
Dipende dal tipo di pezzo e dal genere di film; in alcuni casi il processo è leggermente diverso, nel senso che devi tener conto di certe atmosfere, dei toni della pellicola, quindi hai alcuni vincoli. E poi nel caso di colonne sonore la canzone non è protagonista assoluta: deve accompagnare l’immagine, quindi deve essere in grado di farsi da parte, non fare per forza la prima donna…

L’ultima vostra colonna sonora è Rooster, usata in Terminator Salvation di McG. Hai visto il film?
Certamente! E mi è piaciuto moltissimo: sono un grande fan sia del regista sia di Christian Bale!