di Camilla Sernagiotto

Ci hanno lasciato cinque anni fa con il fiato sospeso, dicendo “arrivederci” ai palchi e agli studi di registrazione nel 2005.
E dopo un quinquennio da quel saluto ai fan sul palco del festival milanese Rock In Idro, ecco tornare alla carica come tori scatenati i sei madrileni che hanno scritto capitoli fondamentali della storia ska-punk.

Pulpul, Joxemi, Julio, Kogote, LuisMi e Pipi, rispettivamente voce, chitarra, basso, tastiere, batteria e seconda voce della band tra le più amate della Spagna, gli Ska-P.

Dopo la reunion del 2009 e un tour da brivido, il gruppo torna quest’estate in Italia per una serie di date nei maggiori eventi open air della penisola.

Il 19 giugno 2010 hanno infiammato il pubblico del Villa Serra BREAKOUT Festival a Genova, mentre gli altri appuntamenti sono previsti il 13 luglio nella capitale, nel contesto del Rock in Roma, e il 14 allo Sherwood Festival padovano, assieme ai Gogol Bordello.

Ma l’avventura italiana degli Ska-P non finisce qui: i fan più accaniti potranno godersi altri due concerti dei loro beniamini di Madrid il 6 e l’8 agosto 2010, il primo ad Olbia e il secondo a Rimini.

Oltre ai vecchi cavalli di battaglia che gli valsero il successo mondiale, la scaletta comprenderà i brani dell’ultimo disco inciso, Lágrimas y Gozos.
Settimo album in studio, venne distribuito nell’ottobre 2008 ma rimane attualissimo anche a distanza di due anni: gli Ska-P sono da sempre al passo con i tempi, addirittura precorritori dei tempi!
Il primo singolo estratto dal disco si intitola infatti Crimen sollicitationis e tratta del problema della pedofilia all'interno della Chiesa Cattolica, accusando in modo diretto Papa Benedetto XVI di aver coperto scandali relativi ad abusi sessuali di sacerdoti cattolici su minori.
Tutto questo nel settembre 2008, molto prima che scoppiassero gli scandali su tutti i giornali del mondo.

Ma non è soltanto l’anticlericalismo quello che esce dai testi scritti da Pulpul e Joxemi: gli argomenti trattati vanno dall’antifascismo ai diritti umani (in brani come Paramilitar e A la mierda), fino ad arrivare alla legalizzazione della marijuana in Cannabis e Mis colegas, all’abolizione della corrida (Vergüenza), al tema della vivisezione (Animales de laboratorio) e alla causa del popolo palestinese (Intifada).

E quindi diamo il benvenuto ancora una volta ad uno dei gruppi combat rock più importanti dell’ultimo decennio!

INTERVISTA a Joxemi, chitarrista degli Ska-P di Fabrizio Basso

Come sarà la scaletta dei vostri concerti in Italia?
Faremo i pezzi più conosciuti di ogni disco, solitamente chiediamo ai fan quali brani vogliono sentire. Nel 2009 abbiamo chiesto al pubblico di stilare una classifica delle nostre canzoni che più amano e da allora teniamo conto di quella graduatoria e delle richieste sul momento.

Com’è per voi tornare a suonare in Italia?
A Milano abbiamo fatto tanti concerti, il Mazda Palace si è sempre riempito totalmente! Ormai sono nove anni che veniamo da voi, è un po’ come una seconda casa, soprattutto per me, che ho sempre avuto un rapporto speciale con il vostro paese! Pensa che la prima volta in assoluto che siamo venuti lì a suonare all’Arezzo Wave e c’erano dieci o quindici persone che ci stavano aspettando lì davanti per sentirci suonare! Eravamo increduli: non era uscito ancora l’album in Spagna e invece qui eravamo conosciuti! È strano come gli Ska-P siano così benvoluti dalle altre nazioni: di solito ogni Stato ha i suoi gruppi, mentre noi abbiamo avuto la fortuna di essere seguiti da fan di qualsiasi nazionalità.

Avete contatti con gruppi italiani?
Certamente, ormai abbiamo tanti amici qui in Italia: dai Punkreas ai Vallanzaska!

Siete un gruppo molto politicizzato e arriverete in Italia trovando una situazione particolare, ovvero… ancora Berlusconi come nel 2008! Cosa ne pensate?
Effettivamente quando tornammo nel 2008 anche Berlusconi tornò… Diciamo che amo molto l’Italia, ma come tutti i Paesi ha quella faccia che non mi piace. Più che altro mi sembra molto cambiata dagli Anni Novanta, quando venimmo a suonare per la prima volta: è come se la televisione avesse intaccato qualsiasi cosa e l’apparenza, la bellezza e i soldi sono diventate le nuove bandiere da seguire. Credo che il vostro Paese si sia un po’ americanizzato in questi anni.

Avete parlato del problema della pedofilia dei preti molto prima che scoppiasse lo scandalo in tutto il mondo, non è vero?
Effettivamente è da tempo che portiamo alla luce questo problema, diciamo prima del boom di scandali che è scoppiato recentemente.

Sei un patito di musica punk e solitamente ami fare qualche cover durante i concerti. Ne farai in Italia?
No, stavolta no… Suonando soprattutto nei festival, non abbiamo tanto tempo a disposizione, quindi non è il caso di mettersi a fare cover. Però quando torneremo per altri concerti qualcuna la farò senz’altro! Tra due anni torneremo per un altro tour, perché per un paio d’anni la band si fermerà, ma quando torneremo una cover dei Pogues dovrò farla per forza!

Sei d’accordo con chi ritiene che il Punk sia l’ultimo movimento che abbia fatto una rivoluzione nella musica?
Sì, ne sono convinto. Dopo il Punk non c’è stato più un altro genere originale, da lì in poi tutto è stato ciclicamente recuperato dai decenni passati, riciclato e riproposto in salse diverse.

Cosa farai nei prossimi due anni di pausa degli Ska-P?
Verrò in Italia a suonare con l’altro mio gruppo, i No Relax, un side project nato nel 2003 con la collaborazione di Miki delle Bambole di Pezza. Adesso stiamo preparando il nuovo disco che uscirà nel settembre 2010 e per quei due anni suoneremo in giro.