di Marco Agustoni

Carmen Masola ha talento e, forse, per capirlo non sarebbe stato necessario il passaggio televisivo a Italia’s Got Talent, trasmissione di cui è risultata vincitrice e che ha contribuito a farla conoscere al grande pubblico. Eppure, nonostante questo, a trentanove anni Carmen non era riuscita ancora ad avviare una carriera come cantante lirica, forse per le poche occasioni concesse ai giovani, forse per quella sua fisicità a dir poco prorompente che, come lei stesso spiega, in quest’epoca può precluderti molte strade. In ogni caso, la Masola ha raggiunto il suo primo traguardo, vincendo in tv, e ora si appresta a fare il secondo grande passo con un cd prodotto da Celso Valli e intitolato Vissi d’Arte, in cui ripercorre alcune celebri arie come l’Ave Maria di Schubert e Casta Diva di Vincenzo Bellini. Ecco come Carmen ha presentato il suo primo lavoro discografico.

Lei ha sempre voluto fare la cantante lirica, invece è arrivato un cd…
Non mi aspettavo di fare un disco, quando ho fatto il programma volevo semplicemente trovare un lavoro nell’ambito del canto lirico. L’aspirazione principale rimane il teatro, ma le stagioni liriche durano solo qualche mese, quindi… si possono fare anche i dischi.

Quando e come ha cominciato a cantare?
Ho sempre cantato. Cantavo la domenica in chiesa, da piccolina. Poi ho cominciato a entrare in una corale polifonica e in varie altre corali, facendo di tanto in tanto delle piccole comparse a teatro, ma sempre tutto a livello amatoriale. Dopodiché sono entrata in conservatorio, ma con uno strumento: volevo imparare a suonare la chitarra, ma non c’era posto e così ho cominciato con l’arpa. Dopo due anni però bisognava comprare lo strumento e il costo era troppo elevato, così sono passata al canto.

La paragonano spesso a Susan Boyle: lei cosa ne pensa, in proposito?
Non mi piace molto come paragone, anche perché lei ha una bella voce ma non ha studiato. Io è da diciassette anni che studio…

Come mai pensa di aver faticato così tanto ad avere successo nell’ambito del teatro lirico?

Per motivi fisici, perché da quando la lirica è arrivata in tv non si guarda più solo alla voce, ma anche all’aspetto fisico. Più volte mi hanno detto che cantavo bene, ma che ero troppo grossa

Cosa le è rimasto di tutti i sacrifici che ha dovuto affrontare per studiare canto (nda: Carmen si è pagata gli studi lavorando agli scaffali in un supermercato, facendo l’edicolante, smistando pacchi e assistendo gli anziani)?
I sacrifici hanno aiutato, perché innanzitutto ti insegnano a non arrenderti e in secondo luogo a stare con i piedi per terra. Io ho talento, canto bene, ma non posso fare tutto da sola.

Lei è riuscita a far piangere Gerry Scotti…
Ha fatto piangere anche me! Ero riuscita a trattenere l’emozione, poi quando l’ho visto piangere sono crollata. Lui è uno che se ne intende, ed essere arrivata al suo cuore è un gran traguardo. Perché cantare significa comunicare le proprie emozioni… se poi magari non azzecchi una notina, pazienza. [ride]