di Marco Agustoni

Dopo aver conquistato l'anno scorso radio e tv con Il gigante, singolo dalla forte ispirazione ambientalista realizzato in collaborazione con Fiorella Mannoia, i Rio tornano alla ribalta con il loro terzo disco, Il sognatore, in uscita il 6 luglio. Oltre al brano sopracitato e al singolo Pezzo di cielo, l'album contiene una canzone scritta assieme a Luciano Ligabue, ovvero il fratello di Marco, chitarrista e compositore dei Rio (a cui si affianca il cantante Fabio Mora). Ecco come il duo ha presentato questa nuova fatica.

Questo terzo album è il più rock della vostra produzione...

Fabio: Noi siamo così, siamo rock'n'roll. E questo terzo album è il primo che abbiamo fatto da soli, senza un produttore esterno, per cui è venuta fuori la nostra anima musicale. Il booklet, tra l'altro, ha una forte ispirazione punk '77-'78.

Quindi questo è il disco che sentite più come vostro?
Fabio: Sì, questo è il disco in cui ci identifichiamo di più, anche se noi siamo sia quelli di Mariachi Hotel, sia quelli di Terra luna e margarita, sia quelli de Il sognatore. Non è che le cose del passato le mettiamo nel cassetto.
Marco: Come tutti gli appassionati di musica, andiamo a momenti. Un anno sei in fissa con l'elettronica, un altro con la musica messicana... in questo momento volevamo tirare fuori più energie rock, ma magari il prossimo album sarà acustico.

L'album contiene il singolo Il gigante, un brano che porta un preciso messaggio ecologista...
Fabio: Siamo molto contenti del successo avuto da Il gigante, più che per la canzone in sé, per il messaggio che contiene.
Marco: È una tematica a cui teniamo molto, tanto che anche quest'ultimo disco, come Il gigante, è stato realizzato a impatto zero. Ai Rio sta molto a cuore l'ambiente, tanto che abbiamo già in testa progetti futuri molto più focalizzati su questo aspetto, perché comunque la Terra è il posto in cui viviamo e ognuno di noi contribuisce a farla più bella. Il gigante spiega il nostro punto di vista, ovvero che siamo in uno stato di sofferenza e la Terra sta mandando dei segnali chiari.

Quindi ci possiamo aspettare un concept album?
Marco: Ci stiamo pensando, ci piacerebbe fare un progetto dedicato. Però ci abbiamo messo tre anni a fare questo disco... quindi per ora è un po' prematuro!

Come è nata invece la collaborazione con Luciano in Da qui?
Marco: È stata una cosa nata in maniera abbastanza casuale.  È uno dei pochi nostri pezzi venuti fuori da una jam e nasce da una giro di chitarra di Fabio che piaceva a tutti. Ci abbiamo scritto sopra almeno trenta testi ma non ne abbiamo trovato nemmeno uno che esprimesse la bellezza della melodia. Un giorno l'ho fatta ascoltare a Luciano, gli e piaciuta tantissimo e nel giro di poche ore ci ha regalato il testo. Sono le parole che avremmo voluto scrivere noi, ma non ci siamo riusciti.

Quando porterete il disco in tour?
Marco: A luglio faremo da supporto negli stadi a Luciano. Sarà un set da circa venticinque minuti, faremo più o meno sei brani del nuovo disco. Da agosto e settembre partiremo invece con le nostre date.