di Camilla Sernagiotto

Succede spesso che i divi hollywoodiani si montino la testa al punto da voler diventare tutto: pittori, scrittori, modelle, ballerini, cuochi, ma soprattutto… rockstar!

Il fascino del microfono o della chitarra serpeggia lungo tutta la Walk of Fame, eppure soltanto in qualche caso riesce a sfornare dischi interessanti, mentre il più delle volte porta con sé eclatanti flop!

Il sito Jotter of a Rotter ha stilato una classifica dei 25 peggiori album incisi da star del cinema e della televisione, partendo dall’ultimo qualificato (quindi il migliore!) Be Somebody di Mr. T, l’attore  ed ex wrestler statunitense noto soprattutto per l’interpretazione di Bosco "P.E." Baracus nel telefilm degli anni ottanta A-Team e per il personaggio cinematografico del boxeur Clubber Lang contro cui Sylvester Stallone combatte in Rocky III.

Lo precede, posizionandosi alla numero 24, The House I Live In di Tony Danza, attore americano conosciuto oltreoceano per le serie tv Taxi e Who's the Boss? (quest’ultimo trasmesso anche in Italia da varie reti locali con il titolo di Casalingo Superpiù a partire dal 1987).

Si piazza al ventitreesimo posto invece The Return of Bruno del duro a morire Bruce Willis, da sempre appassionato di blues e inseparabile dalla sua armonica a bocca.

Numero 22 per Malcolm-Jamal Warner, da noi meglio conosciuto con il nome di Theo ne I Robinson: il suo EP del 2003 intitolato The Miles Long Mixtape non registra il boom sperato, ma l’attore non si perde d’animo, pubblicando nel 2007 un altro album (Love & Other Social Issues) che farà la stessa fine.
Eppure Warner ha collaborato con un pezzo grosso come Tupac Shakur in The Rose that Grew from Concrete, ma ad oggi quello rimane il “suo” più grande trionfo musicale…

Ventunesima posizione invece per Ron Artest, non un divo di Hollywood ma comunque una celebrità dell’NBA: il cestista statunitense si da al rap con l’album My World, che nella prima settimana vende soltanto 343 copie, consacrando Artest come il peggior rapper di sempre.

A precederlo alla numero 20, un altro esordio di una stella non del cinema ma soprattutto… del ring! Stiamo parlando proprio di lui, il celebre wrestler diventato un’icona americana Hulk Hogan.
Tra camei cinematografici e show televisivi, la star si è concessa anche un excursus discografico con Hulk Rules, cassato dalla critica di mezzo mondo ma molto amato dai suoi fan più giovani.

Si posiziona alla numero 19 Wicked Wisdom della omonima band di Jada Pinkett Smith, mogliettina di Will Smith che associa alla carriera da attrice quella da cantante: dal 2004 la signora Smith è infatti la voce del gruppo nu-metal Wicked Wisdom, anche se secondo molti farebbe meglio a tenersi stretto l’impiego cinematografico…

Un altro a cui la critica ha elargito lo stesso consiglio è Burt Reynolds, divo hollywoodiano che con Ask Me What I Am rischiò di rovinarsi la reputazione in soli 11 brani.

Diciassettesimo posto per This Is Telly Savalas del tenente Kojak (alias Telly Savalas), preceduto da How Could It Be di Eddie Murphy e da Vincent LaGuardia Gambini Sings Just for You di Joe Pesci , rispettivamente alla numero 16 e 15.

In quattordicesima posizione si piazza invece One Stop Carnival di Brian Green, ex star di Beverly Hills 90210 nonché neo-maritino della super sexy Megan Fox: già il suo personaggio David Silver della popolare serie televisiva era un appassionato di musica, ma nessuno avrebbe mai pensato che Brian potesse arrivare a tanto. Eppure ci arrivò, con uno dei peggiori album della storia.

Un’altra star della tv si aggiudica il tredicesimo posto con il suo Here To Heaven: lei è Jamie-Lynn Sigler, nota soprattutto per il ruolo di Meadow nel serial I Soprano.

E per rimanere ancora nell’ambito del piccolo schermo, alla 12 ritroviamo Mr. T, questa volta con il disco Commandments, giudicato molto più inascoltabile di Be Somebody ma comunque migliore di Prime Time, l’album del giocatore di football Deion Sanders che si piazza alla numero 11.

Rullo di tamburi… ad aprire la Top Ten dei peggiori dischi delle celebrità hollywoodiane, ecco a voi Former Child Star di Corey Feldman, ovvero Mouth de I Goonies e poi Teddy Duchamp di Stand by Me - Ricordo di un'estate.

È poi la volta di una stella della moda del calibro di Naomi Campbell, che con Baby Woman tenta di scendere dalla passerella per salire sui palchi di tutto il mondo, ma… dovrà fare dietrofront: l’esordio della Venere Nera è un fiasco senza precedenti!

Eppure di precedenti ce ne sono! Almeno 8, stando a questa classifica…

In ottava, settima e sesta posizione troviamo tre fatiche discografiche di grandi della televisione, ovvero l’album di Mitch Buchannon (il bagnino di Baywatch al secolo David Hasselhoff), il disco self-titled di Danny Bonaduce (stellina della tv made in USA che negli Anni Settanta raggiunse la fama grazie alla sitcom La famiglia Partridge) e Heart Beat di Don Johnson, popolarissimo volto di Miami Vice.

Si piazza invece al quinto posto l’incredibile flop di Steven Seagal intitolato Mojo Priest, mentre alla numero 4 troviamo Be A Man di "Macho Man" Randy Savage.

E sul podio?

Terza posizione per Let's Go Bang dell’attrice Jennifer Love Hewitt, che nonostante gli insuccessi musicali che si trascina dietro dagli Anni Novanta non demorde e sforna schifezze in salsa country a destra e a manca.

Medaglia d’argento per Leonard Nimoy, meglio conosciuto come Spock della serie tv Star Trek, che con The Way I Feel è riuscito a far vergognare l’intera specie dei Vulcaniani.

E alla numero uno si piazza Alf, l’extraterrestre protagonista dell’omonima sit-com che con The Many Faces of Alf riesce a toccare il fondo della storia della musica.