Lo speciale: No alla legge bavaglio

di Fabrizio Basso


Anche il sole, un giorno ha scioperato. Ha detto che, indesiderato, se ne andava via perché non poteva accettare un mondo dove non poteva respirare e dove era gradito solo per un'estate al mare. Quello che è successo ce lo ha cantato Bandabardò ne Lo Sciopero del Sole. E canta anche, in Manifesto "oggi non lavoro e non mi vesto, resto nudo e manifesto" ma ricorda anche che "le mode se ne vanno e io resto". Oggi siamo tutti in silenzio. C'è da salvare la libertà di informazione. C'è da difendere un concetto, un'idea che si chiama libertà e ha mille, migliaia di volti. Giorgio Gaber cantava che "libertà e partecipazione". La nostra partecipazione, oggi, 9 luglio 2010, è fondata sul silenzio. Questo articolo è stato scritto ieri. Per riempire questa giornata di note speciali. I Modena City Ramblers raccontano in Contessa di "uno sciopero fatto da quattro ignoranti" all'industria di Aldo: è uno dei capisaldi della canzone di protesta e militante. Come invitano alla ribellione civile, seppur per motivi diversi, brani quali El Presidente e Cento Passi, sempre degli straordinari MCR.

Francesco Guccini, nel 1972, lancia La Locomotiva come una cosa viva contro l'ingiustizia. E' la storia di un anarchico che ruba una motrice e insegue, costi quel che costi il suo ideale di giustizia. E' tratta da una storia vera. Anche Fabrizio De Andrè è andato toccare i nervi della sensibilità umana con canzoni quali La Domenica delle Salme, Morire per delle Idee, Nella mia Ora di Libertà e La Canzone del Maggio.

All'estero il repertorio di urla nel silenzio è sterminato. Ne scegliamo qualcuna, quelle forse più note. Quelle che cantano tutte le generazioni che vogliono difendere un ideale. Bob Dylan e Blowin' in the Wind, We Shall Overcome nella versione originale di Pete Seeger e i Pink Floyd con Another Brick in The  Wall. E ancora Joan Baez che, con le musiche di Ennio Morricone, canta La Ballata di Sacco e Vanzetti fino agli U2 con Sunday Bloody Sunday.

Potremmo andare avanti finchè il bavaglio non sarà consumato. Da Pierangelo Bertoli che affrontava la vita A Muso Duro contro "i falsi che si fanno una carriera con certe prestazioni senza orario...guerriero senza patria senza patria e senza spada con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro", alla lieve, allegra e amorosa  Mia Libertà di Claudio Baglioni. Graffiano Fabri Fibra e Gianna Nannini In Italia mentre il ritmo è da sorriso ma il messaggio corrode, "se ti dicono di alzarti tu siedi e quando siedono tu alzati in piedi, non aver fede solo in quello che vedi insegui i sogni fino a quando li credi veri", nei Consigli di un Pirla.

Chiudiamo con due capisaldi della musica italiana. Giorgio Gaber, che sulla democrazia ha anche fatto un monologo, e poi Dario Fo ed Enzo Jannacci ancora col Signor G.

Fo, Gaber e Jannacci in Ho Visto un Re


Giorgio Gaber in Libertà