Una band cresciuta a rock, nebbia, zanzare, orizzonti che si perdono nella piana emiliana, Who, Paul Weller e Radiohead. Hanno modellato la loro muscolatura sonora suonando sempre e ovunque ci fosse la possibilità di farlo, proponendo in un primo tempo i classici che hanno definito il loro olfatto sonoro, per poi scrivere di proprio pugno una serie di canzoni che hanno saputo catturare l’attenzione, non solo del pubblico ma anche di coloro che vengono classificati come addetti ai lavori. Le canzoni degli Elizabeth sono la cronaca di eventi emozionali; sfumature caratteriali che influenzano la vita nel quotidiano e sfociano in una sorta di autoritratto emotivo, scritto con l’intento di trasformare i pochi minuti che compongono ogni brano, in una sana catarsi che vive il suo apice durante le live session. Una forma talmente particolare e convincente di comporre musica che sono stati scelti per impreziosire la campagna legata ai maggiori eventi sportivi del 2010 come Il Torneo Sei Nazioni di Rugby, le Olimpiadi Invernali di Vancouver, i Mondiali di Calcio e di Pallavolo. Gli spot,oltre a essere ospitati sulle reti Sky, sono stati diffusi nei megaschermi degli stadi che ospitavano gli incontri e, al cinema, introducevano alla visione di Invictus di Clint Eastwood e di The Final Destination in 3D.

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