di Fabrizio Basso

La casa come punto di passaggio perché tutto intorno è...Dissolution. Paolo Benvegnù continua a stupire. Più la critica lo incensa e più lui profuma. Altro che quello che portavano in dono i Re Magi. Questo nuovo album è un live registrato a Roma lo scorso dicembre con una formazione allargata con archi e fiati. Nel disco c'è anche il singolo Io e il Mio Amore. Dissolution esce a un anno di distanza dall'ep 500 e a più di due da Le Labbra, album capolavoro. Ora possiamo ascoltare il meglio del genio di Benvegnù. Ma lui prende simpaticamente, ma orgogliosamente, le distanze: "Ho un gruppo di fan prezzolati che mi seguono da sempre". E', Benvegnù, un Giorgio Gaber leggero e profondo, che con Dissolution vuole chiudere una fase del suo percorso artistico: "Dagli Scisma, mio gruppo originario, a Dissolution ci sono tanti anni di introspezione e ora, col nuovo album che dovrebbe uscire nella primavera 2011, voglio aprirmi al mondo. Almeno idealmente. Basta con la lotta contro me stesso, ora parto per luoghi più solidi".

Le sue canzoni sono poesie. Graffia la sua voce. Ma non le si sfugge. E' come le sirene di Ulisse. Con la differenza che anche da incatenato ti seduce. E' un cantastorie? Forse ma con un preciso distinguo: "I cantastorie raccontano le vicende degli uomini, io tento di cantare l'uomo come essere umano. Ne ho conosciuta tanta di umanità nel mio peregrinare. Al punto che considero la casa un punto di passaggio". Nelle sue parole in musica c'è tanta poesia del '900. Benvegnù ha talento, e lo sa, e ci gioca: "Ma non sono un talento fiammeggiante, sono un bue che ara il campo. Mi fa tenerezza la poesia. Penso alla cultura italiana del secolo scorso, penso a Quasimodo e Montale, penso a quei letterati e giornalisti che nel secondo dopoguerra ci hanno fatto guadagnare la Mitteleuropa. penso alla poesia di Italo Calvino e a tutta una generazione rimasta insostituita. La musica è un libro e in quanto tale fa paura perché tutto ciò che aggrega e crea pensiero è inviso al potere".

Insomma Dissolution è la chiusura di un ciclo e racchiude il ricordo di un biennio trascorso in tour. Ha anche quel sapore vagamente nostalgico che proviene dagli antichi Scisma e per i quali non si parla di reunion: "Avevamo un nome che era un manifesto programmatico? Potremmo cadere così banalmente?". Certo che no, anche perché Paolo Benvegnù ci ha ricordato un concetto che troppe volte accantoniamo: la poesia non è solo rima baciata, ditirambo o distico elegiaco. E' uno sguardo fuori dalla finestra, è un pensiero, è un sorriso....è una canzone.

Paolo Benvegnù con Marta sui Tubi in Io e il Mio Amore