di Marco Agustoni

Alle volte, non arrivare primi non significa necessariamente non avere vinto. È un po’ il caso di Roberta Bonanno, seconda classificata ad Amici 7 dietro Marco Carta, la cui carriera ha preso il volo fino a culminare nel suo omonimo disco d’esordio, uscito nei negozi il 27 luglio. Ecco come Roberta ce ne ha parlato in un’intervista esclusiva.

Cosa è riuscita a mettere di suo nell’album?
Se intendi a livello tecnico, le canzoni sono state realizzate da quella che è la mia produzione, ma in collaborazione con me. Abbiamo cercato assieme di superare certi miei limiti e venire incontro alle mie esigenze sia a livello testuale che di arrangiamenti. La mia è prima di tutto un’interpretazione di quei brani: quello che ho fatto è stato metterci del mio vocalmente. E poi c’è dentro quel che mi sono portata dietro dalla mia esperienza di Amici, ma non solo.

Per il futuro prenderebbe in considerazione la possibilità di cimentarsi con la scrittura di musica e testi?
Penso che ognuno nasca con una propensione. Per ora la mia è per l’appunto quella di essere un’interprete. Però non escludo un giorno, quando sarò matura per poterlo fare, di provare a mettere per iscritto i miei pensieri.

Nel disco si parla molto di relazioni sentimentali. Qual è la sua visione in merito?
Sì, il filo conduttore del disco sono le relazioni, argomento al quale nessuno si può sottrarre. Però è preso da diversi punti di vista, quello più giovane, quello più adulto, quello un po’ più disilluso… Io a livello ideale nelle relazioni amorose ho sempre cercato di avere il coltello dalla parte del manico, invece in quelle di amicizia ho un po’ più di problemi, perché il mio carattere non mi ha mai aiutata. Però uno crescendo impara a gestire i rapporti con le altre persone.

Nel disco c’è un brano un po’ particolare, Sorelle d’Italia: come le è venuta quest’idea di riprendere l’inno di Mameli e volgerlo al femminile?
Tutto nasce dalla volontà non di dissacrare, ma di rendere omaggio a qualcosa che ci rende unici, che è appunto il nostro inno, tenendo presente che io sono molto legata a Fratelli d’Italia non solo perché sono italiana, ma anche perché è uno degli inni più belli che ci siano. Noi poi abbiamo voluto colorarlo di una tinta rosa e omaggiare le donne.

Un’altra canzone, Col senno di poi, è stata inclusa anche in versione unplugged…
Per la canzone ha collaborato con noi un bravissimo musicista, Davide Tagliapietra, e quando hai l’opportunità di lavorare con persone del genere le idee diventano tutte più facili. Mi piace molto la versione unplugged, perché è molto più intima e riesce a cogliere sfumature che altrimenti non potrebbe cogliere.

Lei si è anche cimentata col musical: è un’esperienza che ripeterebbe?
È stata un’esperienza molto dura, perché a teatro ti viene a vedere non solo chi ti seguiva in tv, ma anche chi non ha idea di chi tu sia e viene a vedere solo lo spettacolo, quindi c’è una grande responsabilità. È più impegnativo, ma ti dà grandi soddisfazioni. Per il futuro non escludo mai niente, ma non ho la presunzione di dire di saper fare tutto. Penso di dover ancora raggiungere un altro livello di maturità, perciò lo rifarei avendo delle basi più solide, soprattutto dal punto di vista recitativo e della danza.

Si trova più a suo agio su un palco o in studio a registrare?
L’emozione di poter incidere un album è unica. Chiaro è che quando sei su un palco con gli occhi puntati e devi metterti alla prova, lì viene il bello. Io sul live penso di potremi trasformare un pochino.

Per concludere torniamo indietro ad Amici. Il secondo posto è un ottimo risultato e davanti c’era Marco Carta, non un concorrente qualunque, ma un po’ di rammarico c’è stato?
È chiaro che quando uno arriva in finale si augura di vincere. Però col tempo ho imparato che non tutto il male viene per nuocere e tutto è relativo. Da quel punto di vista io in quell’occasione su venticinque ragazzi sono arrivata seconda, che non è male. E quell’esperienza mi ha dato tantissime opportunità.

Roberta Bonanno - Sorelle d'Italia