di Camilla Sernagiotto

Non sarà la settima arte, ma di sicuro è la ottava o al massimo la nona: non è facile cogliere appieno il significato di una canzone e trasformarlo in immagini, così come non è certo una passeggiata far sembrare magra Janet Jackson nei periodi in cui le entrano solo jeans XXL…

Stiamo parlando dei videoclip e, con loro, dei nomi di chi sta dietro all’obiettivo: da Mark Romanek a Spike Jonze, i director specializzati in musica sono tanti.

E tutti da premio Oscar.

Spesso passano da un film a un video, come nel caso del poliedrico Michel Gondry, che riesce a girare contemporaneamente pubblicità e pellicole geniali senza dimenticarsi di rendere giustizia ai brani di Björk o dei White Stripes.

A lui si devono capolavori come The Hardest Button to Button del duo formato da Meg e Jack White, Come into My World di Kylie Minogue, Deadweight di Beck e tanti altri che hanno fatto la storia del videoclip.

Genio non certo incompreso, anzi, apprezzato da tutti, per Björk è riuscito a creare una favola nella favola come Bachelorette.



Oltre ai video, Gondry si è misurato anche con la settima arte, dirigendo film come Se mi lasci ti cancello con con Jim Carrey e Kate Winslet, L’arte del sogno e l’originalissimo Be Kind Rewind - Gli acchiappafilm.

Stessa doppia carriera anche per un altro grande videomaker, ovvero Spike Jonze: passando dalla regia di Essere John Malkovich a quella di Nel paese delle creature selvagge, non viene meno neanche ai suoi doveri musicali.
Tra Sabotage dei Beastie Boys e Praise You di Fatboy Slim, a Jonze si devono veri e propri gioielli come questo:



Non manca all’appello nemmeno Mark Romanek, che nella sua carriera ha diretto mostri sacri della musica come Michael Jackson e sua sorella Janet, Madonna, Mick Jagger e David Bowie.
Uno dei video di Romanek più apprezzati è quello che ritrae Johnny Cash poco prima della sua scomparsa; il brano si intitola Hurt ed è una cover della canzone dei Nine Inch Nails che il mitico cantautore folk reinterpretò a suo modo:



E tra i grandi nomi del videoclip non poteva mancare nemmeno lui, Anton Corbijn, director che ha lavorato presso le più grandi corti musicali: ha immortalato con i suoi video re come Nick Cave, famiglie reali del calibro di Nirvana, U2, Metallica, Joy Division e Depeche Mode.

Sul set insieme all’idolo incontrastato del grunge, Corbijn rese giustizia al brano Heart Shaped Box così:



Dalla Francia con furore, Stéphane Sednaoui è un altro nome da segnare sul taccuino del vero appassionato di videoclip.
Celebre fotografo di moda e regista di spot pubblicitari per Victoria's Secret, Revlon e Ralph Lauren, Sednaoui ha lavorato con band come gli U2 e i Red Hot Chili Peppers, di cui ha diretto rispettivamente Discotheque e Scar Tissue.

In molti lo ricordano per un video in particolare, ossia Ironic di Alanis Morrisette:



Oltre ad Ironic della Morrisette, un altro videoclip che ha marchiato a fuoco gli Anni Novanta è quello di Karma Police dei Radiohead, nato dalla mente di un director con la d maiuscola come Jonathan Glazer:


E la medaglia d’oro per i video dalle atmosfere più cupe non può che andare a Chris Cunningham, regista inglese che nel suo curriculum vanta video dei maggiori artisti di musica elettronica.

Dopo svariati premi per quelli di Aphex Twin, Squarepusher e Portishead, nel 1999 si aggiudica il riconoscimento come miglior regista di videoclip ai "Music Week CAD (Creative and Design) Awards".

Cunningham ha anche lavorato con un nome a dir poco sacro nel panorama musicale mondiale: Madonna, con la quale realizzò Frozen.