di Marco Agustoni

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Fabri Fibra torna a colpire il 7 settembre con il disco Controcultura - anticipato quest'estate dall'album in free download Quorum - e adesso non lo ferma più nessuno. Quando alla presentazione comincia a parlare del cd e delle polemiche che, ancora prima della sua uscita, i suoi testi hanno già suscitato, Fabrizio Tarducci è un fiume in piena. "Le prostitute sono pagate più per non parlare che per altro" spiega citando uno dei brani del cd, Escort, "e oggi nella musica italiani sono tutte escort, pagate per stare zitte". Lui invece, di peli sulla lingua non ne ha, come ha dimostrato la faida di poche settimane fa con Marco Mengoni, accusato in Quorum di nascondere la propria omosessualità: “Quando ho nominato Mengoni in quella canzone ho fatto riferimento a una situazione. Mi dà fastidio che l'omosessualità di certi artisti sia accettata solo sul palco e non nella vita. Quel che ho voluto dire agli artisti come Mengoni è di portare il discorso un passo avanti”.

Controcultura, di cui è già in rotazione il singolo Vip in trip, uscirà in versione standard e in una Deluxe Edition che comprende il dvd della puntata di Mtv Storytellers che lo ha visto protagonista agli Mtv Days 2010. “Intitolare un disco Controcultura oggi è un controsenso” motiva Fibra, “perché la controcultura non esiste più. Io sono nato nel '76, quando la controcultura è morta, ma di quel periodo mi è rimasto un forte senso di scambio tra le persone. Oggi il confronto avviene solo su internet e non faccia a faccia, quindi è come se il web avesse ucciso la controcultura. O meglio, mi correggo, l'avesse sostituita”.  Se la controcultura non c'è più, quella che all'mc non manca è la sicurezza di sé: “Non mi interessa quello che fanno gli altri nell'hip hop, io da quattro anni a questa parte ne sono il più grande protagonista, sia in termini di vendite che di contenuti”. E lo dimostra il fatto che non teme le conseguenze di una dichiarazione così forte: “Le reazioni? Non me ne frega un c...”.

Ma nonostante Fabri Fibra cerchi di portare l'attenzione sulla sostanza dei suoi testi, il discorso torna inevitabilmente sui nomi: “Molte volte si riduce tutto a «Fibra ha detto che Mengoni è gay» e non al fatto che sono sotto contratto con una major ma ho un cd in free download che è stato scaricato più di trentamila volte”. I nomi, si diceva: tra le varie celebrità chiamate in causa, spicca la bella Laura Chiatti, che nelle rime di Vip in trip è desiderosa di fare sesso con Fibra: “Quello con la Chiatti è più un gioco, che io sappia non se l'è mai presa. Nelle mie canzoni non c'è mai nulla di personale, spero che lo si sia capito. Nel panorama musicale non si fanno mai i nomi, tuttalpiù qualche allusione. Io faccio tutto il contrario, dico i nomi per evocare uno scenario”. Si torna insomma alle escort silenziose di cui sopra. “Comunque, io vengo dalla provincia e lavoravo in fabbrica, ero convinto che non avrei mai potuto parlare con una donna come Laura Chiatti. Invece sono diventato famoso e ho potuto incontrarla. Quindi è come dico nella canzone, se diventi famoso riesci a fare quello che vuoi”.

Bersaglio numero uno delle parole dell'artista, se non nel disco quantomeno nel corso della presentazione dello stesso, è però Francesco Facchinetti, che aveva a sua volta riservato di recente commenti poco lusinghieri nei confronti di Fabri Fibra: “Non ho bisogno che mi venga a dire lui che mio fratello Nesli è più bravo di me a scrivere, lo so già che è bravo a scrivere, è un talento di famiglia. Quando sono arrivato in questa etichetta, hanno tolto la foto di Facchinetti dalla parete perché io ho venduto più di lui. Perché si arrabbia se parlo male di Marco Mengoni? Perché entro nel suo campo da gioco e dico che forse non è tutto così vero e così bello come vogliono farti credere”. Insomma, Fibra è tornato e sembra in ottima forma, e ad accompagnarlo in Controcultura ci sono fior di produttori e ospiti come Marracash, Entics e Dargen D'Amico. Di sicuro, per un motivo o per l'altro, il disco farà parlare di sé ancora a lungo.