di Marco Agustoni

I migliori re, si sa, sono sovrani generosi. Ed è così che i generosi King Suffy Generator hanno deciso di regalare ai propri (e, si spera, a nuovi) sudditi la propria musica, nello specifico mettendo in free download sul proprio sito l'album 60 Minutes Circles. Rock'n'roll strumentale che pianta le radici nel surf e nella psichedelia di un tempo, senza temere però di attualizzare i propri punti di riferimento. Abbiamo intervistato i King Suffy per voi.

Partiamo dalle presentazioni: chi o cosa è un King Suffy Generator?
King Suffy è un Re senza Stato e senza leggi... Noi siamo il suo "generatore" in un processo di scambio energetico, che trasforma il suono in musica...

Il fatto di essere una band strumentale è stato una scelta precisa o un fatto incidentale?

Incidentale direi di no...il suono si è da subito costituito su strutture che omettevano la voce... Man mano che il progetto cresceva ci accorgevamo della immensa potenzialità di una musica completamente strumentale: l'assenza di limiti e strutture definite dalla forma canzone per antonomasia. Cerchiamo di portare l'ascoltatore ad uno stato di coscienza diverso, verso un abbandono incosciente alla musica pura... come succede nella trance ad esempio.

È più difficile proporsi a pubblico ed etichette, per un gruppo strumentale?
Dipende dal pubblico e dalle etichette, ma potenzialmente no...

Come è nata la decisione di mettere a disposizione 60 Minutes Circles gratuitamente per il download, a costo di fare concorrenza alla vendita del disco fisico?
Il problema della concorrenza tra download e disco fisico in realtà non esiste. Oggi il mercato discografico è in crisi a livello mainstream, figuriamoci per tutti quelli che come noi fanno parte della scena indipendente. La ragione di questa scelta è stata essenzialmente la voglia di dare un canale di diffusione il più ampio possibile alla nostra musica e che liberamente potesse raggiungere più persone possibili. Questo può invogliare anche la persone a venirci a sentire dal vivo, poi al concerto e se vuole acquista il cd, che oltre tutto   è anche un bel oggetto. E poi se una band fa un buon concerto, il pubblico sarà lieto di spendere 10 euro per l'album originale. Ci sono capitate molte situazioni di questo genere, questo significa che il meccanismo ha funzionato.

Quali sono le principali ispirazioni musicali che si possono trovare nel disco?
Le ispirazioni musicali guardano al passato e al presente pressoché allo stesso modo. Sicuramente c'è della psichedelia e il rock '60 '70, poi il progressive rock nostrano. Collegate al presente sono le influenze della musica strumentale sotto l'accezione "post-rock" inaugurata dai Tortoise e seguita da Mogwai e l'influsso di sonorità nordiche quali quelle di Motorpsycho e Jaga Jazzist.

C'è un concetto specifico alla base di quest'album?
Il concetto alla base dell'album è il tempo. "Un cerchio di sessanta minuti" dentro al quale abbiamo cercato di sviluppare alcune delle diverse percezioni che si provano verso lo scorrere del tempo. Ma, a parte la durata del disco, non c'è nulla di matematico o di sofisticato. Il nostro è soprattutto un invito, non una rivelazione.  

State lavorando a nuovo materiale?
Nei momenti come questo in cui per fortuna si suona abbastanza c'è poco tempo per chiudersi in sala prove e produrre nuove cose. Abbiamo comunque alcuni pezzi nuovi non resgistrati sul nostro primo album che stiamo già provando nei concerti e molto altro materiale grezzo da arrangiare. C'è comunque una grossa energia rinnovatrice, nuove influenze e sperimentazioni, anche a livello di strumenti, arrangiamenti e atmosfere. Molto probabilmente la prossima uscita sarà un EP nel 2011 con alcuni di questi nuovi pezzi, magari un vinile con in più  il free download... Rimanete sull'onda...