"Il tempo umano non ruota in cerchio, ma avanza veloce in linea retta". E quel tempo scandito dal suono delle note di Polvere, dai rintocchi de Il mare d’inverno e dai palpiti di Quello che le donne non dicono ruoterà in cerchio il 7, l’8 e il 9 ottobre al teatro Manzoni di Milano. Sarà il tempo di Enrico Ruggeri, che arricchirà l’intensa attività live degli ultimi 25 anni, integrati con impegni televisivi, con queste tre serate a ritmo de La Ruota. Questa tournée prende il nome non solo dalla sua ultima pubblicazione, ma soprattutto dal modo in cui Ruggeri e la sua insostenibile leggerezza dell’essere presenteranno lo spettacolo. La formula è un inedito un po’ vintage. Sulla base di una scaletta di pezzi scelti dall’artista e la sua band si aggiungeranno una dozzina di brani scelti dal pubblico in parterre o da amici, vip e non, di Ruggeri stesso che saranno chiamati, canzone dopo canzone, a prendere parte allo show mettendo mano a una ruota che, terminato di girare, indicherà col suo riposo il brano che Luigi Schiavone (chitarra) e Fabrizio Palermo (basso) dovranno cominciare ad arrangiare. Una sorta di jukebox per intenderci, che seguendo un ordine tutto casuale mischierà musiche, parole e dunque il tempo a loro annesse.

Un assiduo bisogno di stimoli e un po’ di sano amore per i suoi pezzi, tutti frutto dell’esperienza e delle esperienze che lo hanno segnato nel tempo, l’interazione con la gente e la sorpresa, voler stupire i suoi fan, la sua “carovana itinerante”, e volersi stupire quella dozzina di volte a serata sono tra i motivi che più animano questo viaggio sonoro e che più hanno animato la carriera artistica di un più che mai impegnato Ruggeri. Artista a 360 gradi, sta lavorando anche a un romanzo, settima esperienza a base di inchiostro, ma esordio nel genere e quando qualcuno gli chiede se è interessato alla politica lui abbozza e rispolvera il suo animo rock mettendo bene in chiaro che a lui le scrivanie non sono mai piaciute ma che qualche consiglio dall’esterno lo dispenserebbe volentieri. Poi c’è X-Factor, che lui considera musicalmente suo sfogo bulimico e al quale ha deciso di aderire innanzitutto per il suo genuino bisogno di fare, di non perdere tempo. Ha paura di invecchiare Ruggeri e per questo, nonostante gli arrangiamenti, i tempi e i percorsi cambino, decide di non rallentare, di non fermarsi e di non stare a guardare. Decide di far girare la sua musica, di far girare per un po' il tempo del suo pubblico. (Testo raccolto da Giuseppe Muschio Schiavone).

Enrico Ruggeri ne Il mare d'Inverno