di Fabrizio Basso

Si chiama Isabelle. Ma per il mondo è semplicemente Zaz. Prima lo era solo per gli amici. Poi per i francesi. Ora, da quando Je Veux ha conquistato tanta umanità, è universalmente Zaz. Ha un sorriso che sconcerta. Un piercing sullo zigomo. Un'aria da punkabbestia rdenta nell'apparenza ma non nell'anima. E ha una voce che conquista anche se non ha infinite modulazioni. Ma è particolare. Sfugge le omologazioni. E questo non è poco. Il disco porta il suo nome. Ma nella sua idea di musica e di vita è già vecchio.

Insofferente, volubile, incoerente...che dobbiamo pensare di lei?

Ogni giorno si cambia e io non faccio eccezione. Se poi si punta alla perfezione subentra l'imnmobilismo. Assicuro che il secondo album sarà diverso.
Come sarà?
Non lo so, ci sto lavorando. In questo ho sentito tante influenze, non avevo ancora una band fissa, la mia band. Ora che tutto è a posto ho voglia di scrivere, anzi mezzo disco sarebbe già pronto. Stare insieme sviluppa la creatività.
Ogni momento è buono per buttare giù parole.

Pensi che Les Passants l'ho scritta in auto mentre andavo in studio. Sono riuscita inserirla nel disco per un pelo.
Da piccola che musica ascoltava?
Non ne ascoltavo. Ricordo Le 4 stagioni di Vivaldi. Ho iniziato a 20 anni e mi sono ritrovata circondata da musicisti che mi facevano ascoltare di tutto.
E' onnivora della musica?
Ascolto musica latina, flamenco, jazz, afro-jazz, brasiliana, caraibica. Poca musica francese ma sono stata obbligata a studiarla nel periodo in cui facevo cabaret.
Dove?
A Parigi. Faccio spettacoli da sette anni. Adoro l'aspetto creativo degli spettacoli. C'è, nel cabaret, un filo di follia. Il tempo si ferma. Ma oggi se non canto non sono felice.
I suoi primi ricordi musicali?
Dai 5 ai 9 anni al Conservatorio ho suonato il violino. Poi sono passata al pianoforte. Ho fatto varie esperienze ma tutte un po' approssimative. La prima vera formazione è a 20 anni attraverso un corso pagato dal consiglio regionale. Trovo straordinario, oggi, essere pagata per cantare.
In Italia Je Veux è stato uno dei tormentoni estivi.
Mi sono stupita. Mi conoscono in Svezia. Sapere di emozionare così tante persone è meraviglioso.
Sarà in concerto a Milano il primo dicembre 2010 ai Magazzini Generali: che concerto vedremo?
Tutto il disco e qualche inedito. Poi chissà...
Cosa conosce della musica italiana?
Poco. Ricordo che da bimba mia madre mi portò a una Operetta e piansi.
Ha pianto anche ascoltando le canzoni della premiére dame?
Certo (ride, ndr)
Lei e Carla Bruni potreste duettare.
Non mi ha ancora mandato proposte.

Zaz in Je veux

ZAZ je veux (clip officiel)
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