E' il momento del Trio Lescano. Queste ugole d'oro che hanno fatto impazzire l'Italia tra le due guerre sono tornate dee dopo anni di naftalina. Il primo a recuperarle e a dare loro la giusta importanza nella storia della canzone italiana è stato Giorgio Bozzo, il quale oltre ad avere studiato e divulgato il fenomeno Lescano, ha creato il trio delle Sorelle Marinetti che con spettacoli e dischi hanno riportato in auge le sorelle olandesi. L'11 ottobre 2010, per chi lo volesse, c'è un ripasso generale al Blue Note di Milano. In aggiunta è stato pubblicato Il Trio Lescano & artisti vari dai microfoni dell’E.I.A.R., 25 brani in un unico cd interpretati dalle tre sorelle in un arco di tempo che va dal 1936 al 1942. Accanto a loro troviamo altri grandi interpreti indimenticabili dell’epoca.

Alexandrina Evelina Leschan, Judith Leschan e Katharina Matje Leschan i cui nomi vennero italianizzati in Alessandra, Giuditta e Caterinetta Lescano, sono state le componenti del mitico Trio Lescano, un trio vocale molto popolare in Italia a cavallo tra gli anni ’30 e ’40.  Figlie di un contorsionista ungherese e di una cantante d'operetta olandese, lavorarono prima come acrobate in spettacoli circensi e, in seguito ad un infortunio del padre, furono costrette a cercare un ingaggio come ballerine in varie compagnie. Nel 1935 arrivarono a Torino, dove vennero notate dal maestro Carlo Prato, allora direttore artistico della sede torinese dell'EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche), che nell'Italia fascista era titolare in esclusiva delle trasmissioni radiofoniche sul territorio nazionale. Nel 1944 l'EIAR assunse la denominazione Radio Audizioni Italiane e, nel 1954, diventando anche operatore televisivo, la denominazione RAI Radiotelevisione Italiana.

Il maestro Prato decise di prepararle vocalmente come trio specializzato in canto armonizzato e vennero così  messe sotto contratto dalla Parlophon, l’etichetta discografica allora distribuita dalla Cetra, con il nome di Trio Vocale Lescano. Il loro stile e la loro caratteristica principale si basava su raffinati virtuosismi vocali, su armonizzazioni swing e jazz. Grazie alla radio, divennero in breve tempo così famose da essere invitate a corte da Umberto di Savoia ed ottennero la cittadinanza italiana grazie a Mussolini. Nel corso della loro carriera spesso accompagnarono cantanti celebri in quel periodo come Ernesto Bonino, Enzo Aita (Ma le gambe), Maria Jottini (Maramao perché sei morto), Oscar Carboni (Ti pi tin) o Silvana Fioresi (Pippo non lo sa e Il pinguino innamorato). Ma corposo fu anche il repertorio di canzoni tutte loro, soprattutto di genere swing, tra le quali ricordiamo Tuli tuli Pan, C’è un’orchestra sincopata, Camminando sotto la pioggia, Ciribiribin e molte altre.

Le Sorelle Marinetti in Sparklin Diamonds