di Fabrizio Basso

Essenziali come Piet Mondrian. Al punto che come lui hanno deciso di chiamarsi.I toscani Michele Baldini e Caterina Polidori affrontano la musica col lo stesso piglio del maestro pittore, come spiega Caterina: "Cerchiamo l'equilibrio musicale con poche cose, come faceva lui con linee e colore. Confesso che a volte il minimalismo è anche dovuto alla mancanza di mezzi, ci piacerebbe fare qualcosa in più, ma restiamo comunque legati all'impostazione di Mondrian". Che nella stagione della musica ridondante è già un pregio. E non da poco. Ma la particolarità, o meglio una delle..., di questo due è che la metà femminile sta alla batteria: "Tutto è nato per caso. Quando il precedente gruppo di Michele faceva le prove, io approfittavo delle pause per impugnare le bacchette e picchiare sulla batteria. Ho sognato questo strumento fin da piccola: gli amici mi dicono che certe volte, quando suono, faccio quasi paura. Il senso del ritmo l'ho sempre avuto, dovrò però fare un corso per la postura, quella mi manca".

Il loro album si intitola Misantropicana e nelle 13 canzoni questi White Stripes nostrani ampliano la gamma sonora utilizzata in precedenza e si aprono a elementi elettronici con l'inserimento di archi e fiati grazie agli arrangiamenti dell'amico e collaboratore Wassilij Kropotkin. Ne nasce un patchwork sonoro che va da un ruspante r’n’r classico e stilizzato a più complesse linee melodiche, il cui cantato, in italiano può allo stesso tempo evocare cantautori nostrani quali Battisti (che viene citato fra le fonti di ispirazione principali), De André o CCCP, fino a sensuali arrangiamenti minimalisti sulle cui corde si insinuano le voci di Baldini e Polidori, che richiamano sia formazioni e artisti contemporanei che la Chanson francese anni 50 e 60. Dal vivo sono rigorosi, lasciano poco spazio all'improvvisazione. Ma sono davvero bravi.