di Marco Agustoni

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Con Angoli diversi i Neri per caso avevano affrontato una serie di duetti con ospiti maschili d’eccezione, da Gino Paoli ad Alex Britti. Ora, tocca alle donne, o meglio alle Donne protagoniste di questo omonimo album: dieci cover per dieci duetti raccolti in un disco in uscita il 26 ottobre. Alessandra Amoroso, Loredana Bertè, Giusy Ferreri, Ornella Vanoni e la scomparsa Mia Martini sono solo alcune delle protagoniste chiamate in causa dal sestetto. Ne abbiamo parlato con tutti e sei i componenti del gruppo e ognuno di loro aveva qualcosa da dire.

Le Ragazze del vostro esordio sono diventate Donne, con questo disco…

Gonzalo: Un ottimo incipit. È un fatto anagrafico: noi siamo cresciuti, e quindi le ragazze sono diventate donne. Questo è il secondo capitolo di un progetto iniziato idealmente con Angoli diversi, che era composto anch’esso tutto di duetti, in quel caso di cantanti maschi. E quindi adesso abbiamo cantato solo con donne, anche per le pari opportunità!

Come li avete scelti questi duetti?
Diego: Il criterio è sempre lo stesso: noi stiliamo una lista con le varie idee per il progetto, prendendo in considerazione i gusti di tutti quanti, dopodiché si verifica la fattibilità organizzativa di ogni collaborazione.

C’è qualcuno che non ha accettato, della vostra lista iniziale?
Ciro: Ovviamente come in tutti i progetti, nel prendere forma ci sono dei cambiamenti. Si tratta soprattutto di artisti già impegnati in progetti simili o con dischi in uscita. Devo però dire che abbiamo sempre registrato una buona adesione e questa è stata una grossa soddisfazione.

Potendo sognare e spaziare con la fantasia, chi avreste chiamato per un duetto?
Diego: Più di così…
Mimì: Tina Turner!
Diego: Poi c’è da dire che già il nostro precedente disco di duetti è stato premiato e accolto molto bene, quindi questa è la seconda puntata e non è detto che non ce ne sia una terza.
Mario: E ci saranno dentro i marziani… ci mancano solo quelli.

C’è un duetto molto particolare, quello con Mia Martini in Minuetto: come è nata quest’idea?
Mimì: Prima di tutto vorremmo ringraziare la famiglia che ci ha concesso il master con la voce di Mimì, che tra l’altro si chiama come me! Il pezzo è un brano emotivo e c’è stato dietro un grande lavoro di arrangiamento e soprattutto di timing, perché avendo come base di partenza la voce di Mia Martini ci siamo dovuti adattare a lei. Tra l’altro nel pezzo, quando entra Mia ci distrugge tutti e uno dice: “Vabbé, io ci ho provato, ma ha vinto lei”.
Mario: È stata un’idea di Claudio Mattone quella di chiedere la traccia originale. È stata una bella sfida, perché è una canzone difficile da ricostruire, poi in operazioni simili qualche dubbio c’è sempre, ma io già dai nostri esordi avevo questo desiderio di conoscere e lavorare assieme ai grandi cantanti della musica italiana. Purtroppo con Mimì non c’è stata questa possibilità, ci siamo incrociati solo una volta quando noi eravamo ancora piccoli piccoli e lei era importante, poi è venuta a mancare, ma era talmente tanta la voglia di fare questa cosa che non ci siamo posti il problema delle possibili critiche.

Avete accennato a un terzo capitolo…
Diego: Dopo gli uomini e le donne, il terzo capitolo dovrebbe essere composto di duetti con artisti internazionali, anche se si vedrà…
Massimo: Ci siamo resi conto che, da un punto di vista discografico, questo tipo di lavoro è molto impegnativo e porta via tanto tempo, perché devi capire che canzoni fare, con chi duettare, prima che esca il disco passano magari due anni. Quindi stiamo lavorando a un possibile album di duetti internazionali, ma se ci vogliono due anni per farne uno con artisti italiani, per questo ce ne potrebbero volere quattro! Ma c’è anche la possibilità di dedicarci a un disco di inediti, visto che veniamo da due album di cover.

A proposito di cover, come è avvenuta la scelta di quelle inserite nel disco?
Diego: Quella avviene sempre facendo un po’ di selezione tra di noi. Facciamo delle liste in cui ognuno, compreso il nostro produttore Tullio Mattoni, mette dentro quel che vorrebbe cantare e le si valuta anche in relazione alla fattibilità degli arrangiamenti. Non tutte le canzoni si possono realizzare a cappella.
Ciro: La scelta di un brano deve rispecchiare la volontà di tutti, anche perché la faccia ce la mettono sei persone.
Diego: Questo sarà il nostro decimo cd, tra dischi e raccolte, e quel che sta succedendo è che la nostra produzione ci assomiglia sempre di più, mentre una volta magari c’era un pezzo che ci convinceva meno. Man mano che cresciamo questo non avviene più, abbiamo una visione più serena del nostro lavoro di musicisti.

Dal vostro esordio quanto è cambiato il vostro modo di fare e concepire la musica?
Mario: Se maturi anagraficamente, di solito maturi anche artisticamente. C’è stata quindi una crescita, dal punto di vista artistico, non solo dal punto di vista delle scelte che facciamo, ma anche nel modo di cantare e di porsi. E questa cosa mi piace molto: posso quasi dire che è più bello avere quarant’anni che venti.

E come vi è invece cambiata attorno la musica e il mercato?
Massimo: Ah, quello si è rivoluzionato proprio, soprattutto nella fruizione. Quando abbiamo cominciato noi c’erano ancora le musicassette. Il nostro primo disco uscì in cd e cassetta. I ragazzi oggi ascoltano la musica sul telefonino e sul lettore mp3. Viviamo ancora in un momento di transizione. Inoltre si vendeva molto di più: con il nostro esordio abbiamo venduto settecentomila copie, che oggi sono uno sproposito.
Diego: Con l’ultimo siamo rimasti in classifica ben sette mesi ma abbiamo venduto molto di meno. Quindi sono proprio cambiate le proporzioni. Noi comunque siamo ben presenti nel nostro tempo, è cambiato il modo di arrivare al pubblico e noi siamo cambiati assieme, usiamo Facebook, MySpace…
Ciro: Se vai su YouTube, vedi che ci sono una serie di gruppi da tutto il mondo che cantano le nostre canzoni. Poi magari diventano a loro volta famosi e ci fanno da apripista ai nostri concerti nei loro Paesi, come è avvenuto ad esempio in Venezuela. Prima non sarebbe stato possibile, senza queste tecnologie.